Galeotta fu quella foto al ristorante per creare il Campo Largo senza tutto il Campo Largo. Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni si sono incontrati, lo hanno fatto sapere e ci hanno tenuto a far notare che Matteo Renzi non era tra gli invitati. Non si parla di altro, in questi giorni, per quanto riguarda il centrosinistra. Perché la presenza o meno dell’ex premier nella coalizione che dovrebbe contrastare il ritorno di Meloni a Palazzo Chigi potrebbe risultare più o meno decisivo per le elezioni del 2027.
Che tra Elly Schlein e Renzi ci sia stato un avvicinamento, non è un mistero. E non è un segreto nemmeno che né il M5S né Avs vedono di buon grado il possibile allargamento del campo anche al leader di Iv o a qualsiasi cosa nascerà al centro sotto la sua egida. Inoltre, Giuseppi preferirebbe lasciare Matteo al suo destino per sposare il “Progetto Civico” di Onorato (vicino a Bettini) che ha preso piede in questi giorni e che dovrà contendersi i non numerosissimi voti con i moderati di centrosinistra (Azione, Iv, Pina Picierno, Riformisti dem, ecc ecc).
Ad alimentare il fuoco delle liti (nonostante Elly si dica “testardamente unitaria”) è stato Bonelli, che ieri ha sbattuto un portone in faccia all’ex premier. “Se oggi noi ci troviamo in questa condizione, con una destra al governo, non è solamente per l’errore del di settembre 2022, quando ci siamo separati in tre tronconi e che ha consegnato il governo del Paese su un piatto d’argento a Giorgia Meloni, ma perché negli anni passati, non certamente per responsabilità mia che non stavo al governo, c’è una sinistra che ha pensato di andare al governo non attraverso un processo democratico, ma attraverso accordi costituzionalmente legittimi dentro al Parlamento che portava sempre al governo senza passare attraverso quei processi democratici”, ha detto il co-portavoce di Europa verde e deputato di Avs. Il riferimento alle manovre renziane degli ultimi anni è facilmente intuibile. Poi la bordata su Renzi, il quale ha detto che “il suo compito è portare a votare il suo elettorato che detesta Bonelli, Conte, Fratoianni”: “Ora io sommessamente segnalo a Matteo Renzi che noi dobbiamo invece recuperare un rapporto coerente nella politica, perché se c’è una persona che mi detesta, io mai gli chiederei di votarmi perché io ho rispetto del pensiero degli altri, anche di chi mi critica, e se pensiamo di costruire un’alleanza basata su questi presupposti, dico: ‘Fermiamoci’, perché per noi invece l’elemento della coerenza, anche della passione, dei valori è un elemento fondamentale”. Insomma: Bonelli, che conosce le pratiche renziane, vuole creare sì una alleanza ma “non vogliamo trovarci dopo un anno a cambiare governo”. Quindi “patti chiari, amicizia lunga”
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