Lo sciopero di oggi, annunciato come una grande mobilitazione nazionale, si è tradotto in adesioni modeste e disagi tutto sommato limitati.
Al di là degli slogan, la sensazione è che il Paese reale fosse altrove, più concentrato su stipendi, bollette e lavoro che sulle liturgie della protesta permanente.
Più che un segnale politico forte, è sembrato l’ennesimo rito stanco incapace di intercettare davvero l’opinione pubblica
Alessandro Sallusti, 29 maggio 2026
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