Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, è intervenuta all’assemblea di Confindustria a Roma, dichiarando apertamente la sua critica all’Unione Europea. Secondo Meloni, l’attuale configurazione delle istituzioni comunitarie è caratterizzata da una burocrazia eccessiva che soffoca competitività e crescita. Nel suo discorso, ha affermato che l’UE si comporta come un “gigante burocratico” che moltiplica le regole, ma si dimostra poco incisivo nel farsi valere sul piano globale. Ha inoltre definito miope l’idea di un’Europa passiva tra le potenze mondiali, incapace di controllare le catene del valore strategiche.
“La principale enorme fragilità che ci riguarda da vicino è l’attuale configurazione dell’Unione europea, un gigante burocratico che troppo spesso ha sacrificato la competitività, la crescita strategica sull’altare di approcci ideologici e tecnoratici. L’Europa è stata inarrestabile nella capacità di moltiplicare le regole su ogni aspetto della vita comune ma miope quando si trattava di far sentire la propria voce nella vita globale”, ha detto la premier, “Abbiamo capito quanto fosse suicida dipendere da altri in materie come l’energia”. Meloni ha riconosciuto che “nel mondo reale ed è stato un risveglio brusco. Oggi come ieri chi, come voi e come me, pone con forza la necessità di un cambio di passo da parte dell’Ue non lo fa per distruggere ma per costruire”.
Burocrazia e vincoli
Meloni ha sottolineato la necessità di riposizionare la politica al centro delle decisioni dell’Unione Europea. Ha dichiarato che la burocrazia non deve mai sostituirsi a decisioni politiche legittimate democraticamente. Secondo la premier, l’eccesso di regolamentazioni economiche ha frenato l’iniziativa imprenditoriale, riducendo la capacità delle aziende di rispondere alle sfide moderne. La sua proposta si riassume in un principio semplice: “Se la regola è la libertà, tutto quello che non è espressamente vietato per un interesse superiore già tutelato deve essere consentito senza lacci e gabbie”, ha detto la presidente del Consiglio, sostenendo che l’eccesso di regolazione finisce per soffocare l’iniziativa economica”.
Nel suo intervento, Meloni ha collegato il tema europeo ai problemi della burocrazia italiana. Ha proposto la creazione di un “cantiere comune” con Confindustria per semplificare la macchina burocratica del Paese, invitando governo e imprese a collaborare concretamente. Questa cooperazione, secondo la premier, consentirebbe di superare divisioni politiche e creare condizioni migliori per la ripresa economica italiana. Meloni ha poi espresso gratitudine verso il sistema produttivo italiano, definendolo un elemento fondamentale per l’identità e l’economia nazionale.
“Penso che dobbiamo continuare a batterci per rimettere al centro delle istituzioni europee la politica. Significa riaffermare un principio banale della democrazia. Il compito della burocrazia è accompagnare gli indirizzi della politica, non sostituirsi alla politica. Semplicemente perché la burocrazia non ha il mandato per farlo”, ha spiegato la premier. “Le sintesi che la politica raggiunge, anche all’esito di confronti lunghi e complessi, devono poi essere rispettate e attuate conseguentemente, non rimesse in discussione o addirittura ribaltate”.
Energia e nucleare
Uno dei temi cruciali affrontati dalla premier è stato quello dell’energia. Meloni ha ribadito la necessità del ritorno al nucleare, che ritiene fondamentale per migliorare la competitività del sistema industriale italiano. Ha annunciato l’intenzione del governo di proseguire speditamente con la legge delega sul nucleare entro l’estate e di lavorare sui decreti attuativi. Nelle sue parole, il nucleare rappresenta una vera e propria “svolta” per sostenere famiglie e imprese in questa fase critica. “Vogliamo proseguire speditamente sulla strada del ritorno al nucleare in Italia, intanto sulle tecnologie più innovative con i reattori modulari”, ha spiegato. “Entro l’estate sarà approvata la legge delega e poi saranno approvati i decreti attuativi per il quadro politico necessario. Non ho dubbi sul fatto che la ripresa della produzione nucleare sia un obiettivo alla nostra portata, e importante per la nostra competitività. Sono molto determinata su questo”.
Parlando degli Ets, inoltre, Meloni li ha definiti “una tassa paradossale” che finiscono per “creare ulteriori disparità”. “Non è la strada giusta, è la strada giusta se vogliamo consegnarci al declino. Il governo intende continuare a dare battaglia su questo fronte”, ha detto la premier accusando l’Ue di non voler sospendere una normativa nata male e finita peggio.
Durante il suo discorso, Meloni ha anche discusso delle conseguenze della crisi in Iran, che ha portato alla chiusura dello Stretto di Hormuz, causando un impatto significativo su famiglie e imprese italiane. Ha invitato l’UE ad estendere la flessibilità per le spese di sicurezza e difesa agli investimenti necessari per superare la crisi energetica. Sul tema della difesa, Meloni ha ribadito l’importanza dell’autonomia strategica, sottolineando la necessità di garantire sicurezza indipendente per proteggere gli interessi nazionali. Ha però riconosciuto l’urgenza di un equilibrio per sostenere famiglie e imprese nel presente, affinché il futuro del Paese possa essere salvaguardato. “Sul tema delle spese della difesa, ho detto e lo ripeto, non ho affatto cambiato atteggiamento, benché sappia molto bene quanto il tema in Italia sia impopolare. Io penso anche che un leader serio debba dire la verità. La verità è che se non ti sai difendere, se chiedi a qualcun altro di garantire la tua sicurezza, lo pagherai in termini di autonomia, in termini di capacità di difendere i tuoi interessi nazionali”, ha spiegato. “Io voglio che l’Italia sia una nazione libera, ma dall’altra parte so anche che se noi oggi non aiutiamo le famiglie e le imprese a superare l’impatto di una crisi che è significativa, rischiamo che domani non ci sia più niente da difendere in questa nazione. E quindi dobbiamo creare un equilibrio tra due necessità”.
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