Potrebbe essere un film di quegli artistucoli parassitari dal servilismo incorporato, quelli, sapete, che hanno in testa una sola ossessione, una roba sessuale: il Piddì e solo il Piddì, dal quale traggono le loro fortune. Credevo fosse un film, invece era una clip, essì, del Piddì: “Il Piddì va alla questua” ma in un modo glamour, influencer, “ah, quando vi preme li sapete fare i contenuti allora”.
Ma per forza che gli preme: si tratta di soldi! Il Piddì passa alla cassa e lo fa affidandosi ad una ammiccante Lella Schlein che irrompe sfondando le porte, si presume del Nazareno, e, come una zia Sam in rosso, punta il dito: voglio te! Per far cosa? Per la guerra dei finanziamenti, è in ballo il 2×1000 al Piddì. Armocromicamente, e anche cronicamente, trattata, con un pajo di griffatissimi jeans sconfinati (“Ma che ti sei messa?”), forse programmatici, a suggerire fiduciosi tasconi capienti per l’afflusso pecuniario.
Il sostegno, è chiaro, serve a mantenere il mastodontico apparato del parastato piddino, ramificato come nessun altro per impulso gramsciano nell’arco di un secolo, ma la zia Lella la butta sul populismo massimalista di sinistra imputandolo alla solita fuffa progressista: “Salario minimo congedi paritari piano casa energie rinnovabili (inutili come il Piddì) scuola pubblica”.
Tipo la penetrazione del gender alle elementari? Marachella, marachella d’una zia Lella: l’educazione psico-sessuo-affettiva è una roba brutta brutta brutta, non serve a prevenire un ciufolo, absit injuria verbis, se mai ad infilarcelo: attenzione, abbiamo buona memoria, compagni: questa roba viene da lontano, fu tentata a suo tempo con un blitz degli psicologi che volevano eliminare il controllo familiare ma vennero bloccati da una provvidenziale levata di scudi di molti colleghi con una coscienza, nella protesta di quelli come Gino Cecchettin che con la sua fondazione puntava a organizzare progetti e programmi scolastici ad hoc; adesso ci riprovano, in modo surrettizio, usando i soliti pastorelli col microfono del presepe piddino, le Mannoia, gli Agnelli, non ne manca uno, la solita processione guidata dalla cometa rossa.
Ma basta una rapida occhiata per scorgere i “docenti”, gli educatori: trans a pioggia e psicologhe di partito, perché nelle scuole se non sei organico non entri. I dettagli sono rivelatori, a Budrio hanno fatto un “piccolo pride” (ma sul serio???) destinato ai bambini, patrocinato dal Comune a guida piddina: in programma cosa c’era? “Eccellenze queer e erotiche”. Erotiche per i bimbetti? Poi un “laboratorio di illustrazione erotica” e un talk su un ambiguo “scardinamento dell’eteronorma”. Sarebbe a dire convincere i piccini a “cambiare sesso” con tanto di trattamenti invasivi? Sapete qual era l’egida dell’allegra iniziativa? “Da Trieste in giù”, con allusione, da intenditori, a una vecchia hit di Raffaella Carrà adottata a simbolo del mondo queer, del gay pride. Il 2×1000 serve a questo?
Diversi militanti scrivono di non vedere l’ora, di aver già provveduto, in Flotilla generosa, c’è da difendere l’Italia dalle destre nazi trattino fasciste, ma zia Lella, marachella, dovrebbe essere un po’ meno parafurba: quando si palesa come una poareta che chiede due spicci per cambiare il mondo, omette che il PD dispone di una organizzazione di finanziamento perfettamente articolata che prevede, com’è ovvio, il tesseramento con relativa quota, parte dei proventi del giro cultural-egemonico dell’ARCI coi suoi derivati, sinergie con la CGIL, Feste dell’Unità, eventi convegni, festival “culturali”, eccetera; inoltre negli anni dal 2019 all’attuale 2026 i partiti italiani hanno razzolato qualcosa come 190 milioni (e l’anno in corso è ancora a metà), tramite circa 125mila erogazioni, col PD quinto percettore (alle spalle di Lega, 5 Stelle, Forza Italia, Fratelli d’Italia) con 12 milioni e 600mila euro. Ma si sa, alla politica democratica i soldi non bastano mai.
E allora donate, donate, donate, ve lo dice zia Lella. Con una improntitudine impagabile: “Noi preferiamo poco da molti piuttosto che molto da pochi. Indipendenti dai grandi interessi economici privati. Noi non abbiamo grandi finanziatori”. Davvero, marachella d’una zia Lella? Che ci dici, anzi ci taci, degli appoggi del finanziere miliardario Soros, il filantropo sovversivista dietro tutte le cause per destabilizzare l’occidente a partire dell’invasione migrante pianificata? Soros, secondo una inchiestadi ADN Kronos ripresa ad ampio spettro di due anni fa, ampiamente ripresa, sosteneva svariati parlamentari di sinistra, la gaalassia PD AVS +Europa, e non erano mance da poco; in totale oltre 1 milioni di euro, e i meglio foraggiati erano i più scatenati contro il capitalismo e gli ebrei.
“Abbiamo bisogno di tèh!”. Con la e larga come una padella emiliana. Sardina. Il meglio arriva alla fine, ed è quella sincerità traditrice che scappa da un fianco: “A te non costa nulla. Rimane anonimo”. Come a dire: sì, lo sappiamo che c’è da imbarazzarsi un poco, ma non ti preoccupare, non verrà a saperlo nessuno. “In un mondo in cui i miliardari finanziano la politica per mantenere i loro interessi, aiutaci a fare il tuo”. Come no. A proposito: notizie da Mamdani, a New York, zia Lella?…
Max Del Papa, 9 giugno 2026
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