Politico Quotidiano

Il Board of Peace e il gran rifiuto del Vaticano

Il sorprendente “no” della Santa Sede al progetto americano riaccende il dibattito sul rapporto tra la Chiesa, l'ONU e la leadership trumpiana

immagine generata con AI tramite DALL.E di OpenAI
Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

Come sempre, ogni iniziativa di Donald Trump scatena il finimondo a livello globale. Ma The Donald è così, ama sorprendere, adora uscire dagli schemi classici della diplomazia che appare ancora troppo legata agli schemi del secolo scorso, una diplomazia fatta di discussioni interminabili e cortesie stucchevoli, ma che non ha risparmiato al mondo decine di guerre, comprese quelle che più agitano oggi l’Europa, come quella russo-ucraina e quella tra Israele e il terrorismo islamista di Hamas.

E’ vero che, nonostante gli sforzi del Presidente americano, in Europa ancora si combatte ferocemente, ma onestà intellettuale imporrebbe di riconoscergli di aver chiuso alcune contese internazionali, costretto Russia ed Ucraina a cominciare a discutere finalmente di pace, ma soprattutto di aver permesso la tregua delle armi nel conflitto mediorientale.

In quest’ultimo teatro, al netto di una seconda fase che deve ancora partire per via dei giochini pericolosi di Hamas, si sta seriamente pensando alla ricostruzione che, anziché mettere tutti d’accordo, ha visto diversi partner europei, e non solo, declinare l’invito a far parte del Board of Peace trumpiano che promette, con un impegno per cominciare di 70 miliardi di dollari, di ricostruire la Striscia di Gaza, e quindi anche la società palestinese, devastata da anni di guerra.

Leggi anche: 

Tra i paesi aderenti vi sono, ovviamente, gli Stati Uniti e diverse nazioni arabe e musulmane, come l’Egitto, la Giordania e la Turchia, evidentemente molto più attente e interessate a risolvere il problema palestinese che a criticare in maniera sterile, come invece hanno fatto paesi quali la Francia e altri, che si sono nascosti dietro una sciocca difesa dell’ONU, la cui autorevolezza, a loro dire, verrebbe minata dal nuovo organismo. Come se l’ONU non avesse già perso la faccia e la credibilità in tante altre occasioni.

Ma lo Stato il cui rifiuto ha davvero sorpreso è il più piccolo, ma non il meno importante: lo Stato della Città del Vaticano.

Chi sperava che con Papa Leone il Vaticano avesse abbandonato lo scetticismo, se non l’aperta avversione da sempre dimostrata dalla Chiesa Bergogliana verso gli Stati Uniti, è rimasto profondamente deluso, a cominciare dallo stesso Trump.

Ci si aspettava, se non una partecipazione attiva, almeno la disponibilità a presenziare quale paese “Osservatore”, al pari dell’Italia e della Commissione Europea, ed invece le parole del Cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, sono state di chiusura netta e tagliente verso il progetto americano. Anche in questo caso, argomentando su presunte criticità, tra cui la già richiamata preoccupazione che non sia l’ONU a gestire la crisi.

Leggi anche: 

Eppure proprio l’ONU, nelle cui organizzazioni internazionali ed agenzie il Vaticano è presente quale attento Osservatore, non è esattamente scevro da criticità imbarazzanti, come hanno dimostrato alcune indagini che hanno portato a gravi accuse di cattiva gestione, o a scandali legati a frodi, corruzione e abusi, come accaduto con l’UNESCO, e come accaduto con l’UNHCR, senza tuttavia far recedere la diplomazia vaticana dal suo ruolo.

Probabilmente la presenza nelle “segrete stanze” di alti porporati che vedevano in Papa Francesco la loro guida, è ancora molto potente.

L’importante però è che la Chiesa di Papa Leone XIV, intesa non tanto come il piccolo Stato del Vaticano, ma come massima autorità spirituale, morale e diplomatica globale, non resti ai margini del mondo, ma sia presenza attiva e costruttiva nei processi di pace, piaccia o non piaccia il presidente americano di turno.

Sergio De Santis, COL. (RIS.) della Guardia di Finanza

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it
L'inferno è pieno di buone intenzioni