Non ci sono solo le interviste farlocche di Giovanni Falcone sulla separazione delle carriere oppure le dichiarazioni choc secondo cui indagati e condannati, oltre alla massoneria deviata, sarebbero tra i principali sostenitori del Sì alla riforma della giustizia. Giorno che passa, video che emerge. E l’archivio di interviste di Nicola Gratteri, procuratore di Napoli, volto di punta della campagna per il No, ci regala un’altra perla mica da niente.
Al pari di Marco Travaglio, un altro che ha cambiato idea molto rapidamente solo perché a scardinare il sistema delle correnti, come auspicato in passato dal direttore, è il governo di destra, anche Gratteri in passato s’era espresso molto criticamente su come le toghe abbiano gestito sin qui le correnti e il Csm. Era il 2022. E il procuratore denunciava un sistema che a suo dire lo avrebbe penalizzato proprio a causa della sua indipendenza e del fatto che non si fosse mai affiliato a nessuna corrente. “Chi è iscritto – diceva – chi è attivista di una corrente, è molto molto avvantaggiato” per la nomina al Csm, dove non si arrivava senza avere l’appoggio di quella frangia politicizzata delle toghe. “Purtroppo la magistratura ha perso una grande occasione in questi anni: avrebbe potuto fare delle modifiche interne, non ha avuto il coraggio, non hanno voluto soprattutto perdere il potere le correnti”.
Ragionamento che non fa una piega. Ma che appare difficilmente conciliabile con l’attuale e netta chiusura di Gratteri verso la riforma della giustizia. Riforma che non mette in alcun modo i pm sotto il governo, come molti vanno cianciando. Bensì rompe quel monopolio sulle nomine da sempre in mano alle correnti e che il procuratore di Napoli solo quattro anni fa denunciava ai quattro venti. Il punto è che avanzando il falso spauracchio della magistratura controllata dai politici, cosa inesistente come ha ben spiegato Augusto Barbera, si finisce col difendere lo status quo (se vince il No, infatti, tutto resta come oggi) dopo averne esposto così chiaramente tutti i limiti. È paradossale, insomma, che Gratteri critichi il sistema e allo stesso tempo si opponga a chi tenta in qualche modo di modificarlo. In alternativa, Gratteri potrebbe illuminarci: come lo scardinerebbe, lui, il sistema delle correnti?
Ps: piccolo suggerimento per il pm: non chieda consiglio al Travaglio di qualche anno fa né al Gratteri del 2021, convinti entrambi che l’unico modo fosse proprio introdurre il sorteggio…
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