Al centro di una nuova polemica c’è Alessandro Barbero, noto storico, che durante un evento tenutosi il 29 gennaio 2026 a Torino ha dichiarato: “La Crimea è in Russia. Forse il senatore Calenda direbbe che è in Ucraina. Che Dio lo perdoni”. Presente sul palco c’era anche Angelo D’Orsi, docente universitario come Barbero, che ha aggiunto con ironia: “È sempre stata russa la Crimea”. Le parole dei due storici hanno acceso immediatamente un forte dibattito.
Calenda risponde duramente
Il leader di Azione, Carlo Calenda, noto per le sue prese di posizione dirette, ha replicato senza mezzi termini alle affermazioni di Barbero. In un video pubblicato sui social, ha dichiarato: “Spero che Barbero fosse ubriaco. Sì, direi che la Crimea è Ucraina. Perché lo è. È stata presa con la forza da un dittatore fascista”. Calenda ha poi paragonato la situazione della Crimea all’occupazione dei Sudeti durante la Seconda Guerra Mondiale, chiedendosi se Barbero avrebbe preso le parti di Hitler in quel contesto.
Il confronto Crimea-Alto Adige
Calenda ha arricchito la discussione con un confronto storico. Ha ricordato che la Crimea è stata sotto il controllo russo per circa 200 anni, sottolineando però che l’Alto Adige è rimasto austriaco per 555 anni. “Vogliamo fare un referendum per cedere l’Alto Adige all’Austria? Se cominciamo a ragionare così, tutta l’Europa andrebbe smontata e rimontata”, ha commentato sarcastico il leader di Azione. Ha concluso ribadendo che i due storici sembrano motivati da simpatia ideologica verso l’Unione Sovietica del passato.
Nel corso delle sue dichiarazioni, Calenda ha attaccato Barbero e D’Orsi definendoli “comunisti” e sostenendo che le loro posizioni vadano a favore di Vladimir Putin, leader russo, nonostante lo abbia definito “un dittatore fascista”. Il leader di Azione ha accusato i due di romanticizzare il passato sovietico. “Non gliene frega niente del fatto che Putin sia fascista”, ha aggiunto, sottolineando quella che ritiene essere un’incoerenza storica.
Le parole di Barbero e i toni usati da Calenda hanno suscitato un acceso dibattito sia sui social, sia nell’opinione pubblica. Da un lato si discute sulla validità storica e politica delle affermazioni fatte dallo storico e da D’Orsi. Dall’altro emergono critiche verso i toni polemici di Calenda, che ha scelto di trattare il tema attraverso video e commenti molto diretti.
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