“La massoneria vota sì”. Che batosta per Gratteri: il dato che lo inchioda

Referendum giustizia, se non voti come loro sei un impresentabile: ecco l'ultima isteria ideologica della sinistra

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Nicola Gratteri

La televisione fa male. Io ve lo dico. Vi fa male la televisione, è una droga, più ci andate e più avete le allucinazioni, dall’HD all’LSD, vi guardate, vi rimirate e perdete il contatto con la realtà. Video, video delle mie brame, chi è il più intelligente del reame? E siccome nessuno vi contraddice, non vi accorgete di star dicendo alle volte delle cazzate terrificanti.

Che ne dite per esempio di questa? “Voteranno per il No le persone perbene. Voteranno per il Sì gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata, tutti i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente”. Parole e musica di Nicola Gratteri, procuratore di Napoli, uno che in televisione ci esiste e gli piace, oh se gli piace, e sì piace, oh se si piace. E non si accorge che. Ma come si fa.

Ma a questo livello stiamo? Che manco i bisticci dell’asilo? Se sei bravo voti no, se sei stronzo vai col sì. La giustizia efficiente? Oh, andiamo, non puoi essere serio, come ringhiava John McEnroe al giudice di sedia. Invece sì. Risultato: il “sentiment”, che sarebbe la reazione, la percezione, l’atteggiamento, il giudizio, sprofonda: secondo Arcadia, “nelle ultime 24 ore il sentiment manifestato dagli utenti, che nelle conversazioni online si sono ingaggiati” su Gratteri “registra una percentuale negativa dell’87,9%”. In particolare, “dopo la diffusione dell’intervista al Corriere della Calabria, in cui il Procuratore della Repubblica di Napoli dichiara che a votare per il Si saranno gli imputati e la massoneria, la linea temporale del sentiment è precipitata”. A sostenerlo sono rimasti quelli che leggono il Fatto e credono che Francesca Albanese sia equilibrata.

Gratteri è una grattugia di consensi ridotti in polvere, anche se ovviamente da sinistra diranno che è un grande risultato, peraltro sottostimato, tipo quando fanno le adunate di piazza ai comizi di Landini: per i partecipanti 600 milioni, per la questura 43.

Pare incredibile una sparata del genere, per di più da un magistrato di lungo corso, ma mica poi tanto: “è una cosa che ha del ragionevole”, come diceva Honey in Notthing Hill. Il ragionevole sta nella mancanza di ragioni, di argomenti: e che dovrebbero dire? Le cose come stanno, e cioè che se passa ‘sto maledetto Sì va in rovina tutta la rendita di potere, assoluto, irresponsabile su cui la magistratura e i partiti di riferimento si reggono da anni e annorum? E allora, “logicamente”, come diceva Valentino il couturier, non gli resta che buttarla in caciara: a votare sì sono la mafia, la massoneria, i poteri deviati, i poteri forti, i sionisti e Fabrizio Corona.

Ci mancano solo quelli che andavano sull’isola di Epstein, ma lì è meglio lasciar perdere, sta uscendo la qualunque ed io non mi stupisco più di niente, manco se saltassero fuori il Dalai Lama, Greta e i Morettì.

Le false ragioni ci stanno, la coda di paglia non manca, ma che senso ha condurre una campagna propagandistica in questo modo, questo lo capiscono solo Gratteri, Travaglio e i loro cari. Criminalizzando a vanvera, scomodando cadaveri ora lugubri, Gelli, Riina, ora nobili, da Falcone a Tortora, che andrebbero rispettosamente lasciati riposare e invece si riesumano nel trionfo del pessimo gusto.

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Già heri dicebamus che il fronte del NO sembra aver perso lievemente la testa: d’accordo che, al di là del merito delle rispettive posizioni, in punto di pura psicologia sociale, questi del NO sono i soliti tronfi, convinti di sapere tutto, innamorati di loro stessi, la mediocrissima genia da “grande bellezza” che non si accorge di quanto è ridicola e, peggio che peggio, pallosa.

Questi scambiano la pedanteria con l’intelligenza e hanno un orgasmo solo quando riescono a far sentire misero chi gli sta davanti. Solo che ormai non attacca più, i più asini son loro, altro che i migliori, quelli che leggono, s’informano: sì, Zerocalcare, leggono. Ascoltano Ghali.

Ma poi qui siamo oltre, siamo ad una sorta di delirio comunicativo per cui si arruolano presunti giureconsulti come la Mannoia e Ale Gassman, gli stessi fanatici del coprifuoco, dei greenpass e di tutta la mercanzia repressiva in tempi di pandemia.

In ballo, vorremmo dire, sono questioni tecniche, che andrebbero affrontate, sviscerate con calma e col giusto distacco: invece il fronte del NO in particolare ne ha fatta una crociata, un’ordalia con tutte le isterie e le esagerazioni del caso. Il risultato è, inevitabilmente, un “sentiment” catastrofico.

Perché la gente, la tanto vituperata gente, tutta ventre e apparato digerente, panciona e flatulente nella percezione dei presunti raffinati de sinistra, alla fine sulle cose tecniche, giuridiche tira via ma una cosa con le sue antenne la capta: questi stanno troppo accelerati, e allora qualcosa non torna, se arrivano ad insultare in un modo tanto sbracato, tanto plateale, se arrivano a dire che se uno non vota, quindi non pensa, come dicono loro, è un mascalzone, un ladro, un infamone, un intrallazzone, uno stragista, beh, allora sorge il sospetto che questi abbiano qualcosa da nascondere.

Incredibile, ma credibilissimo. Quello che invece rimane incredibile-incredibile, incredibile e basta, è la completa insipienza, la sprovvedutezza, la dabbenaggine di un arcipelago di sinistra che veramente non ne azzecca una manco ad ammazzarlo. Ieri una Lella che dà del fascista a chi vota Sì, oggi un Gratteri che gli dà del piduista, poi tirano in mezzo i testimonial più improbabili (e qualche volta famigerati), poi si fregano i medagliati alle Olimpiadi (che vergogna), poi appiccicano i manifesti di propaganda negli ospedali, non più “zone di rispetto” come un tempo ammonivano i cartelli: un disastro.

E anche una dimostrazione, l’ennesima, di arroganza, di intolleranza, di maleducazione: si confrontino non tanto le rispettive ragioni specifiche, quanto gli approcci, i contenuti stilistici: la si metta come si vuole, ma lo schieramento del Sì a parte qualche stilettata polemica sta molto attento a non indisporre o insultare nessuno (ogni voto conta); dall’altra parte è una grandinata continua, ladri, criminali, topi di fogna, perfino “indagati”, come fosse una colpa a prescindere, una sentenza anticipata, uno stigma. Una lettera scarlatta. Gratta il Gratteri, e troverai il forcaiolo. E io, pensa la gente che non conta niente, dovrei fidarmi di questi qui? E il “sentiment” crolla. E anche le palle.

Max Del Papa, 13 febbraio 2026

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