Le recenti parole di Stefano Bonaccini sull’ignoranza degli elettori di centrodestra, per quanto subdole e approssimative, non meritano nemmeno di essere stigmatizzate, bensì riconvertite contro il sistema stesso di ideologie e valori che rappresenta, oggi, la sinistra in Italia. La tendenza generale del centrosinistra, negli ultimi anni, è stata proprio quella di ergersi con superiorità ideologica ed intellettuale nei confronti di milioni di italiani che la pensano diversamente. Il che è già quanto di più ignorante ed antidemocratico possa esistere.
Il centrosinistra ha ormai creato un pensiero unico omologato, perbenista, fluido, politicamente corretto, ambientalista, antifascista, in cui molti veri elettori di sinistra non si ritrovano più, o vi si riconoscono tanto per accrescere l’ondata di “metus hostilis” contro Giorgia Meloni.
L’errore diffuso della sinistra è proprio quello di considerare, in modo dogmatico e aprioristico, le proprie idee migliori di quelle altrui sulla base di una indiscutibile, forse incompresa, superiorità intellettuale ed umana. La presunzione è la rovina della vera cultura. Chi studia davvero sa che più si studia e più ci si rende conto di quanto si sia ignoranti. Evidentemente Bonaccini, come tutta la sinistra, vive nel proprio “orticello”, ed ha abbandonato, svilito e rinnegato proprio quegli stessi, presunti, “ignoranti”, che magari chiedevano semplicemente tutele per i propri lavori nelle fabbriche o nel precariato.
Questo è il vero fallimento che la sinistra non vuole ammettere: aver perso, ed ora anche insultato, quell’elettorato che nei decenni passati essa stessa si era promessa di proteggere, e che invece ha contribuito ad impoverire ed esasperare sempre più.
Ovviamente la socratica idea del “so di non sapere”, tesa alla massima e reale sapienza, non significa che gli “acculturati” siano ignoranti quanto quelli che lo sono realmente. Il problema, però, è in primis capire, in campo politico, quanto l’ignoranza possa precludere la possibilità di partorire idee produttive o di constatare semplicemente la realtà dei fatti. La cultura è importantissima, ma non può diventare un pretesto per esporsi in senso antidemocratico, come fatto da Bonaccini senza alcuna prova.
Non voglio altresì negare che molti elettori di centrodestra siano degli ignoranti facinorosi ed esaltati. Ma ve ne sono altrettanti, se non di più, a sinistra, i quali spesso devastano città in nome dei diritti civili o di un’iperuranica, attuale, deriva fascista. Mettere a ferro e fuoco negozi e stazioni, azioni condotte quasi solo dai collettivi violenti di sinistra, non è meno grave se fatto nel nome di Marx o di chi sa quale altro filosofo o intellettuale.
Ricordiamo a Bonaccini, poi, che il suo partito è alleato, ed ha governato, con un movimento la cui quasi metà dei voti originari è passata poi al centrodestra. Finché questi “ignoranti” servivano a spartirsi poltrone e dicasteri andava tutto bene?
Forse gli “ignoranti” non sono poi altro che persone normali. Che hanno deciso di non farsi più prendere in giro ed insultare dalla sinistra più scarsa, vuota e presuntuosa della storia repubblicana.
Flavio Maria Coticoni, 16 settembre 2026
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