Dal raffazzonato tentativo del premier spagnolo Pedro Sánchez di rispedire in Marocco gli invasori di Ceuta si parla pochissimo dell’exclave spagnola, come se la situazione fosse stata completamente risolta grazie all’hombre vertical della sinistra europea. Eppure, se è vero che la maggior parte dei 70mila migranti è stata rimpatriata in tempi rapidi (alla faccia dell’accoglienza de’ sinistra…), è altrettanto vero che nella piccola città rimane ad oggi un’abnorme quantità di persone (in gran parte uomini giovani) accampatasi in una tendopoli in condizioni precarie sulla spiaggia del Trampolín e in altre zone.
La pressione su un territorio di poco più di 80mila residenti è evidente: servizi saturi, tensioni quotidiane e un clima di insicurezza diffuso. I cittadini intervistati dimostrano una sofferenza al limite della sopportazione; ha fatto il giro dei social il video di una bimba intervistata che piange perché sostiene di non poter più andare a scuola senza sentirsi minacciata.
E, sia chiaro, la preoccupazione della popolazione di Ceuta non è frutto di una innata fobia: gli invasori (molti dei quali considerano Ceuta come un territorio marocchino…) si macchiano costantemente dei crimini più disparati. Le autorità giudiziarie e sanitarie hanno registrato un aumento netto dei reati dopo l’ingresso di massa. Tra questi, oltre a furti e rapine, spiccano soprattutto svariate denunce per violenza sessuale: molte vittime sono minorenni (9 su 23 denunce di violenza hanno come vittime ragazze in un’età compresa tra i 14 e i 17 anni).
E la tragedia non finisce qui: tantissimi sono gli episodi di maltrattamento animale. Il 2 settembre, un gruppo di membri della tendopoli sulla spiaggia ha catturato un cucciolo di delfino, specie protetta, l’ha percosso fino ad ucciderlo e poi l’ha portato in giro fra le scogliere come un trofeo. Varie associazioni ambientaliste e giornali locali hanno denunciato alla Guardia Civil che l’animale è stato colpito alla testa ed è morto a seguito di ciò. E davanti a questa storia c’è persino chi giustifica il gesto, chi dice che il povero animale è stato catturato per fame e perche questa povera gente non ha nulla; ma guardando le macabre foto non si vede altro che una folla festante di ragazzoni nerboruti muniti di iPhone 17pro nuovo di pacca e contentissimi per aver ucciso un animale innocuo e innocente.
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Qualche ora prima, è stato segnalato il tentativo di catturare un’oca: un migrante la voleva ficcare in un sacchetto da viva dopo averle legato le zampe ma fortunatamente è stato beccato da un residente che lo ha inseguito salvando l’anatra. È dunque facile intuire quale possa essere oggi il disagio di una cittadinanza che si vede privata delle più banali libertà, quali fare una passeggiata lungo la riva o persino nel centro della città senza temere di subire rapine o violenze sessuali.
Pedro Sánchez, dopo aver allocato del tempo prezioso per girare un video in cui suggeriva ai suoi connazionali le sue canzoni preferite su Spotify, ha risposto con rimpatri rapidi e con l’attivazione della legge sulla sicurezza nazionale. Il problema è che per strada si è perso qualche migliaio di giovani nuovi europei, di quelli DOP, di quelli che cipagherannolepensioni, così questo manipolo di novelli Proci banchetta impunito su un territorio alieno e insidia Ceuta e dunque la Spagna, e dunque l’Europa, e dunque noi.
Il problema grave? I giornali mainstream fanno finta di niente come se la situazione fosse tranquilla e nascondono la polvere sotto al tappeto. Ma l’evidenza di questa vicenda è che, al comando della Spagna, certamente non c’è un Odisseo…
Alessandro Bonelli, 5 settembre 2026
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