Politico Quotidiano

L’Ue abolisce le bustine di ketchup. E il pazzo sarebbe Trump?

Da agosto scatta il divieto alle confezioni monodose. Sarà obbligo di dispenser, vituperati durante il Covid. L'ennesima stronz*ta Ue

Ketchup maionese europa Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Uhé, la Ue la dorme minga, ohè! Annuncia misure “drastiche, incisive, coeve” contro il Trump sempre più modalità Ilaria Salis che ce l’ha fatta – la Groenlandia mi fa gola, quindi la occupo, quindi è mia – e, puntuali, eccole: divieto di bustine di ketchup e maionese nei pub. Fatto 30, facciamo 31, uhè uhè: abolite anche le bustine di bagnoschiuma negli hotel. “In sostituzione”, come direbbe il prof. Guidobaldo Maria Ricciardelli, i cari vecchi dispenser ricaricabili (seguirà dibattito). Ma come, non si era detto che erano inquinanti, antigienici, non li avevano aboliti in pandemia? “Eh, uhè”, come direbbe Renato Pozzetto allargando le braccia; sono i regolamenti e sui regolamenti la Ue delle baronesse e delle funzionarie cubiste, modello donna che piange di Picasso, non transige.

“C’è scritto qui”, come dice Nino Frassica direttore e vicedirettore di Novella Bella. Ma se le bustine di senape non vanno più, vuol dire che l’emergenza Covid è finita? Questo no, jamais, c’è sempre una nuova epidemia pronta all’uso che poi è l’autentico spirito europeista, altro che Ventotene. Il presupposto è attribuito all’ex cancelliere tedesco Helmut Schmidt: “L’Europa vive di crisi”. La Baronessa Spingarda ha adottato o le è stata suggerita una formula adatta ai tempi: “permacrisi”, crisi perenne. La strategia non è cambiata in 70 anni e, non ribellandosi i popoli, hanno continuato nell’imporre mutazioni sociali sempre più deliranti e devastanti. Ma l’urgenza, la smania sono esse stesse parte dell’isteria fondativa, della permacrisi, è il “non c’è più tempo” del pupazzo macabro Greta, è il catastrofismo moralistico e millenaristico ma stupido dei tappini e le bustine (non le bustarelle) monouso.

Siccome c’è sempre una crisi dietro l’angolo, la si esorcizza coi regolamenti efficacissimi come le sanzioni a Putin. Sentite che roba: “La Commissione europea difende a spada tratta (sic) la scelta sottolineando l’impatto della plastica sull’ambiente che, spesso, non venendo adeguatamente riciclata finisce negli ecosistemi marini, entrando, di conseguenza, nella catena alimentare”. I dispenser invece sono fatti di merda, biodegradabile? Ecco: noi siamo in 450 milioni circa a vivere una situazione del genere, oltre la distopia. Tonnellate di regolamenti inconsumabili che entrano, di conseguenza, nella catena sociale avvelenandola, miriadi di pretesti per spremere soldi, per rinchiudere, per avvelenare a vario titolo. Per quattro, cinque anni non si erano accorti che le monodosi ammazzavano il mare, adesso Dio ce ne scampi.

Tra l’altro, questo monodelirio ideologico tradisce una schizofrenia galoppante: ammesso e non concesso che le bustine eccetera, la soluzione non è come “adeguatamente” riciclare ma adottare tutt’altro meccanismo dai risultati ignoti ma sicuramente dissipatori. Avete presente l’automotive, le navicelle tutte elettriche, e come poi è andata a finire? L’Europa vive di crisi, perché se le fabbrica, tanto gli effetti avversi li pagano tutti quelli che non bivaccano tra Bruxelles e Strasburgo. Ora. Trump sarà pure quello che sarà – e quello che è non lo sa neanche lui; non lo sanno, a maggior ragione, gli esegeti che si sfasciano nel dargli sempre ragione, se sostiene una cosa, se cinque minuti dopo ne fa un’altra e quindi annuncia “ho mantenuto quello che avevo promesso”; non può saperlo neppure la povera Giorgia Meloni, costretta a barcamenarsi nel segno del realismo – e che diavolo dovrebbe fare un presidente del Consiglio responsabile? Come quegli imbecilli, nessuno escluso, della sinistra buoni solo a pestare i piedi?

Trump, se vogliamo dircela chiara, non lascia tranquilli nella sua escalation mentale, solo che ha alcuni pregi traditori: uno, può essere, anzi è, senz’altro, preoccupante ma non è mai palloso come il museo delle cere di Bruxelles e i pesci lessi che gli cantano i salmi, anzi è divertente specie quando manda affanculo certi cronisti molesti, che uno vorrebbe affittarlo in Italy per lo stesso trattamento; due, difende a oltranza le istituzioni del suo Paese, a differenza di troppi omologhi europei che predicano soavemente la cessione di sovranità; tre, spinge, per eterogenesi dei fini, la Ue a darsi una mossa, cosa che la Ue non sa né vuole fare perché si basa sulla corruzione sistemica e sulla vessazione dei suoi sudditi; quattro, fin che tratta a pesciate in faccia quella masnada di farabutti e cafoni del Regno di Cialtronia “co gli occhiali a specchio”, come fai a non preferirlo tutta la vita?

Siamo onesti con Trump è forte il sospetto che prima o dopo ci ritroviamo all’estinzione globale, ma con la Ue non è un sospetto, è una garanzia: l’Unione non si tocca, come dice Mattarella re d’Italia senza dirlo, con la “moral suasion” che sarebbe qui si fa come dico io e non debbo spiegarvelo. Mario Giordano riassumeva giusto un anno fa i lavori della Commissione nel solo mese di gennaio: “il regolamento per l’importazione delle viti senza capocchia (2025/141, 29 gennaio 2025); il regolamento per l’autorizzazione di un additivo per mangimi destinati a vitelli e suinetti svezzati per stabilizzarne la flora intestinale (2025/148, 29 gennaio 2025); un regolamento per l’immissione sul mercato della polvere di larve in pane, panini e torte (2025/89 del 20 gennaio 2025); una «decisione di esecuzione» per cambiare le norme del lavasciuga biancheria in seguito alle nuove norme sui detergenti con perborato di sodio (2025/72 del 15 gennaio); e un regolamento sull’autorizzazione della tintura Schisandra per aromatizzare le acque di beveraggio di cani, polli e cavalli (2025/152 del 29 gennaio)”.

Dulcis in fundo, la guerra alle bustine di salsa, sicuramente molto apprezzata dai disagiati falliti che hanno imparato a bere con un tappino di plastica in un occhio o nel naso. “E poi dicono che gli eurolirici sono furbi: ma andè a cagà!”, come direbbe il Tognella.

Max Del Papa, 21 gennaio 2026

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