Il 8 agosto 2026, a Marcinelle, in Belgio, si è svolta la cerimonia per il 70° anniversario della strage nella miniera di carbone del Bois du Cazier. Durante l’intervento di Ignazio La Russa, presidente del Senato, alcuni dei presenti alla commemorazione si sono voltati di spalle. La Russa stava leggendo il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il gesto è stato segnalato anche durante l’intervento di Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento europeo. La giornata ha ricordato le vittime della tragedia e ha registrato le reazioni di esponenti politici e sindacali. In un primo momento FdI aveva accusato la Cgil, ma poi il sindacato belga Fgtb a cambiare ha ammesso di essere stati loro. Vincent Pestieau, segretario regionale della Fgtb Charleroi–Sud Hainautm ha detto: “È una polemica che a noi fa un po’ ridere perché, se si guardano bene le foto, tutti i compagni della Fgtb si sono girati. Perché? Perché noi siamo contro la presenza di partiti fascisti e per noi, qui in Belgio, Fratelli d’Italia è un partito di estrema destra”.
La strage dell’8 agosto 1956
La tragedia di Marcinelle avvenne l’8 agosto 1956. Un incendio scoppiato durante le operazioni di estrazione si diffuse nelle gallerie della miniera del Bois du Cazier, alle porte di Charleroi, intrappolando i lavoratori. Morirono 262 minatori, di cui 136 italiani. Tra il 1946 e il 1956 più di 140 mila italiani partirono per il Belgio per lavorare nelle miniere di carbone della Vallonia. Molti vivevano in strutture precarie, comprese baracche che erano state usate come campi di prigionia.
La cerimonia per il settantesimo anniversario
Le celebrazioni erano iniziate il giorno precedente con la deposizione di fiori al Monumento internazionale alle vittime del lavoro, nella piazza centrale di Marcinelle. Erano presenti Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, e Daniela Fumarola, segretaria generale della Cisl. Il programma dell’8 agosto ha previsto gli interventi delle autorità italiane e belghe nella miniera, il ricordo delle vittime al cimitero cittadino e una visita del Console Generale d’Italia al sito. L’8 agosto è la Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo dal 2001.
Le parole di Giorgia Meloni e Ignazio La Russa
Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, ha definito l’episodio «grave e vergognoso». Nel suo messaggio ha scritto: «Voltare le spalle durante la commemorazione di Marcinelle è un gesto grave e vergognoso». Ha aggiunto: «Una contestazione politica trasformata in un gesto di disprezzo verso le Istituzioni dello Stato, proprio nel momento in cui l’Italia rende omaggio a 262 vittime e al sacrificio di tanti nostri connazionali». Meloni ha anche dichiarato: «Marcinelle non è il luogo per le divisioni politiche. È il luogo della memoria, del rispetto e della dignità del lavoro».
Ignazio La Russa ha commentato: «Non voglio sporcare questa commemorazione con atti che considero di squallida propaganda». Il presidente del Senato ha ricordato i lavoratori italiani e stranieri morti nelle miniere del dopoguerra, mandati in Belgio in cambio di carbone. Ha poi detto: «C’è chi, a quella cerimonia, per troppo anni aveva voltato le spalle, e qualcuno che lo continua ancora a fare». Durante la cerimonia La Russa ha letto il messaggio inviato dal capo dello Stato Sergio Mattarella per l’anniversario della tragedia.
Le accuse di Fidanza e la risposta di Landini
Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo, ha dichiarato: «La Cgil deve vergognarsi! Questa mattina al Bois du Cazier, durante le commemorazioni ufficiali della tragedia di Marcinelle, Ebbene, i rappresentanti della Cgil si sono voltati di spalle mentre il Presidente del Senato Ignazio La Russa leggeva il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella». Fidanza ha affermato che lo stesso gesto è avvenuto durante l’intervento di Antonella Sberna.
Maurizio Landini ha respinto le accuse. Il segretario generale della Cgil ha detto: «Se un certo signor Fidanza, per far sapere che esiste, deve parlare male della Cgil, credo che qui a Marcinelle abbia preso un colpo di sole. Perché la Cgil, se non lo sa glielo dico, non si gira mai dall’altra parte in nessun momento, tanto meno nel rispetto del nostro presidente della Repubblica». Poi la confessione del Fgtb.
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