Politico Quotidiano

Mattarella, l’arbitro che fischia contro una sola squadra

Il ritorno del Capo dello Stato al Csm, a un mese dal referendum, riaccende il dibattito sull’imparzialità del Colle nei momenti di scontro politico

Mattarella Immagine generata da AI tramite DAL-E di OpenAI
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Dopo aver ascoltato l’ottima zuppa di Porro, mi si passi la metafora, del 19 febbraio ed aver letto l’altrettanto condivisibile articolo di Alessandro Sallusti sull’intervento del presidente Mattarella al Consiglio superiore della magistratura, da semplice cittadino, che vota convintamente Sì nel referendum sulla Giustizia, vorrei esprimere un certo mio disappunto.

In particolare considero del tutto equilibrato quanto scritto in merito dal direttore di Politico Quotidiano: “Bene fa Sergio Mattarella a provare a riportare un po’ di calma nella già convulsa campagna elettorale: le istituzioni si devono rispettare, tutte e a me non sembra che ciò stia avvenendo. Per esempio da parte dei magistrati mi sembra che ci sia poco rispetto nei confronti del governo e del parlamento che hanno varato la riforma della Giustizia, e mi piacerebbe che il Presidente della Repubblica difendesse da certi magistrati anche la più importante istituzione del Paese che è il suo popolo, tutto il popolo non solo quella parte che si è schierata per il no”.

Ora, questa improvvisa comparsa dell’inquilino del Colle al Csm, dopo ben 11 anni di assenza, chiaramente orientata a stigmatizzare indirettamente alcune affermazioni del ministro Nordio, e che avviene a circa un mese da un referendum molto, ma molto importante per il nostro Paese, non può che richiamare alla mente dei cittadini più attempati quel lungo e distruttivo confronto/scontro politico, iniziato nel 1994, tra il centrodestra guidato da Silvio Berlusconi e l’allora presidente Oscar Luigi Scalfaro.

Non fu assolutamente un bel momento per la Repubblica, nel quale gran parte dei cittadini che liberamente sostenevano e votavano per lo schieramento liberale, con tutte le contraddizioni e gli errori che vogliamo attribuire ad esso, si sono sentiti a lungo traditi da chi, proprio in forza dell’articolo 72 della Costituzione (il Presidente della Repubblica è irresponsabile durante l’esercizio delle sue funzioni), avrebbe il diritto/dovere di svolgere al massimo grado il suo ruolo di massimo arbitro imparziale anche nel caso di un aspro confronto, qual è quello che si sta consumando tra il governo ed una parte della magistratura, sul tema dirimente della riforma della Giustizia. Questo, a mio modesto parere, è ciò che tutti i cittadini, di qualunque orientamento culturale e politico, dovrebbero augurarsi che avvenga sempre, in modo particolare nelle poche settimane che ci separano dal fatale appuntamento elettorale del 22 marzo.

Claudio Romiti, 21 febbraio 2026

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