Politico Quotidiano

Meloni al mare e la sinistra perde la testa: insulti e rabbia contro la premier

Dai commenti contro la premier alle accuse di fascismo: la replica a chi trasforma ogni dissenso in odio politico

Meloni in Sardegna
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In questi giorni i social sono pieni di foto di Giorgia Meloni e, sotto, di commenti a dir poco imbarazzanti. Ma la cosa che più preoccupa non è l’insulto in sé: è ciò che lo genera. Perché certi epiteti sembrano il risultato di una vita vissuta tra frustrazione, rancore e solitudine. Poi, per curiosità, vai a vedere i profili di questi fenomeni e scopri che una buona percentuale arriva dall’area del Movimento 5 Stelle, altri dai Verdi e dalla sinistra più radicale, qualcuno dal Partito Democratico. Persone che pretendono di dare lezioni di democrazia e civiltà, salvo poi costruire ogni commento sulle fondamenta dell’odio e della cattiveria. Quella vera. Quella che viene da dentro.

E c’è chi vorrebbe perfino affidare il governo dell’Italia a questi “scappati di casa”. Mi chiedo come sia possibile parlare del bene del popolo quando si è incapaci persino di rispettare una persona che la pensa diversamente. Conte vorrebbe tornare al governo. Dopo aver chiuso gli italiani in casa, dopo aver assistito al fallimento di migliaia di attività, dopo la vicenda delle mascherine, dopo i banchi a rotelle diventati il simbolo dello spreco e dopo aver evitato di presentarsi davanti alla commissione d’inchiesta quando richiesto. E adesso dovrebbe ripresentarsi come se nulla fosse accaduto. Io mi domando: ma con quale faccia?

Nel frattempo, Giorgia Meloni è al mare. E anche questo non va bene. Viene derisa per il costume, per i capelli, per l’asciugamano, per il tuffo, per il sorriso e probabilmente, se potessero, anche per la temperatura dell’acqua. Una disperata tristezza. A questo punto una spiegazione me la sono data: forse molti di questi commentatori sono semplicemente invidiosi. Invidiosi del fatto che la loro parte politica non abbia una leader capace di raccogliere consenso come lei. E allora la frustrazione prende il posto delle idee e l’insulto sostituisce l’argomentazione.

Il prossimo anno si voterà e la mia X sarà ancora lì, nello stesso posto. E poi c’è il fascismo. Il loro argomento preferito. Una parola usata talmente tante volte da aver perso qualunque significato. La evocano per ogni cosa, come una specie di amuleto politico da agitare quando mancano gli argomenti. Talmente ossessionati dal fascismo da non accorgersi dell’unica forma d’intolleranza che vedono ogni mattina allo specchio.

Forse qualche lezione di storia in più aiuterebbe a comprendere la differenza tra una dittatura e una democrazia nella quale si è liberi perfino di insultare il Presidente del Consiglio senza subirne conseguenze. Lunga vita a Giorgia. E per tutti gli altri, visto che l’acidità sembra essere il problema principale, ricordate sempre che il Maalox si trova in farmacia senza bisogno di prescrizione.

Beppe Fantin, 11 agosto 2026

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