“Meloni fermi Trump!”. L’ultimo delirio di una sinistra imbarazzante

Compagni imbarazzanti: pretendono di fermare il presidente americano ma non sanno nemmeno governare un’idea

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schlein sondaggi

Come liberale e cittadino di questo disgraziato Paese non posso che essere sollevato dalla tregua in Medioriente. Molto meno sollevato, al contrario, lo sono dalla presenza di una opposizione di sinistra che definire impresentabile è eufemistico. Le quattro prese di posizione flash di alcuni dei suoi leader, mostrati in evidenza durante l’ultima puntata di Quarta Repubblica, ancora una volta dimostrano che i “compagni” proseguono una insensata battaglia ideologica contro l’attuale governo e, in particolare, contro Giorgia Meloni a base di chiacchiere e distintivo. Di queste prese di posizione la più idiota, e ce ne vuole, mi è parsa quella di Elly Schlein, leader di un partito che pare aver perso ogni carattere di ragionevole moderazione.

Criticando ancora una volta la premier nei riguardi del suo atteggiamento nei riguardi dell’attuale inquilino della Casa Bianca, così si è espressa la segretaria del Pd: “Essere acriticamente subalterni agli Usa ci sta causando solo danni: Meloni dica a Trump di fermarsi”. Magnifico! È veramente difficile trovare in una frase così breve un tale condensato di stupidaggini. Ammesso e non concesso che il governo di destra fosse realmente subalterno al trumpismo, quale sarebbe il vantaggio di adottare una linea ostile, magari emulando il premier spagnolo, anch’egli ostile sempre a chiacchiere nei riguardi del Tycoon? In questo senso, a prescindere dalle obiettive difficoltà che la linea di Trump sta creando in seno alla Nato, se la sinistra andasse al governo cosa farebbe in tali frangenti, forse penserebbe di rispolverare la vecchia posizione dei suoi avi comunisti, i quali scendevano in piazza gridando “né con la Nato e né con il Patto di Varsavia”?

Tuttavia, la palma della idiozia, che gran parte delle grancasse giornalistiche della stessa area hanno ripetuto a macchinetta in queste ultime settimane, va data alla richiesta imperativa fatta alla Meloni di chiedere a Trump di fermarsi. Ovviamente si tratta, come tutto il resto, di una tesi assolutamente strumentale, essenzialmente rivolta al proprio pubblico e/elettorato, con la quale si vorrebbe dimostrare che, sotto sotto, la nostra presidente del Consiglio è complice del trumpismo, così come resta ideologicamente attaccata ai miti del fascismo perché si rifiuta – e fa molto bene, a mio avviso – di esprimersi nei riguardi del ventennio con le parole esatte che i sacerdoti dell’antifascismo di Pulcinella gli suggeriscono.

Per il resto, parlando di cose concrete, oltre a raccontare la favola secondo la quale se avessimo investito maggiormente nelle rinnovabili saremmo stati al sicuro dal rischio di un choc energetico – magari realizzando anche qualche autoveicolo a pedali o a vela -, il vuoto programmatico di questa gente è veramente imbarazzante.

Claudio Romiti, 8 aprile 2026

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