La crisi in Medio Oriente continua a far tremare gli equilibri internazionali e anche l’Italia si prepara ad affrontarne le conseguenze. Sul tavolo ci sono sicurezza, diplomazia e impatto economico. A delineare la linea del governo è stata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenuta ai microfoni del programma radiofonico “Non Stop News” su RTL 102.5.
La premier ha descritto una situazione globale complessa, segnata da tensioni crescenti e da un sistema internazionale sempre più fragile. «Io sono preoccupata da una crisi sempre più evidente del diritto internazionale e degli organismi internazionali», ha spiegato. Un quadro che, secondo Meloni, era in parte prevedibile «dopo l’anomalia totale di un membro delle Nazioni Unite che ha invaso un Paese vicino».
Nonostante il clima di instabilità, il messaggio che arriva da Palazzo Chigi è chiaro: «Non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra».
Sicurezza e terrorismo: «Guardia altissima»
Sul fronte della sicurezza interna, il governo mantiene un livello di attenzione molto elevato. Le tensioni internazionali possono infatti avere riflessi anche sul territorio nazionale.
«I servizi di sicurezza sono allertati, il Comitato strategico antiterrorismo si sta riunendo in maniera cadenzata. Abbiamo delle eccellenze e non siamo distratti: la guardia è altissima sull’allarme antiterrorismo», ha assicurato la presidente del Consiglio.
Il monitoraggio, dunque, resta costante mentre le autorità italiane seguono l’evoluzione della crisi e le possibili ripercussioni sulla sicurezza europea.
Diplomazia e cittadini italiani da evacuare
Parallelamente prosegue il lavoro diplomatico. L’obiettivo indicato da Meloni è favorire una ripresa del negoziato sul programma nucleare iraniano, condizione che però, secondo il governo, richiede un cambio di atteggiamento da parte di Teheran.
«La priorità è lavorare sul piano diplomatico per una ripresa del negoziato sul nucleare iraniano, cosa impossibile se l’Iran non smette di attaccare i Paesi del Golfo», ha spiegato. Tra le urgenze c’è anche la tutela degli italiani presenti nell’area. «Dobbiamo mettere in sicurezza diplomatici, militari e cittadini che si trovano nella regione, dare assistenza a chi è rimasto bloccato. Abbiamo già organizzato i primi voli per far rientrare chi non riusciva a partire e alcuni convogli si stanno spostando in regioni limitrofe».
La premier ha ringraziato anche gli Stati della regione che stanno collaborando alle operazioni: «Dobbiamo ringraziare gli Emirati Arabi e l’Oman per il supporto».
Il rischio economico: energia e prezzi
Un altro fronte riguarda le possibili ricadute economiche della crisi. L’instabilità in Medio Oriente rischia infatti di riflettersi sui prezzi dell’energia e, di conseguenza, su carburanti e generi alimentari.
«Dobbiamo impedire che la speculazione faccia esplodere i prezzi dell’energia e dei generi alimentari», ha sottolineato Meloni. Il governo ha già attivato alcuni strumenti di controllo. «Il ministro Urso ha attivato quello che conosciamo come “Mr Prezzi”, cioè il meccanismo che serve a verificare eventuali aumenti anomali alla pompa di benzina o sui prodotti alimentari».
Ma una parte della soluzione, secondo la premier, dipende anche dall’Europa. «L’Italia vuole proporre di sospendere il sistema degli Ets, la tassa europea sulle forme più inquinanti di produzione di energia. Ha una sua logica, ma oggi si tiene conto degli Ets per determinare i prezzi di tutte le forme di energia, anche le rinnovabili, e questo non ha senso. Noi chiediamo di scorporare questo costo per abbassare i prezzi».
Difesa europea e nucleare francese
Durante l’intervista la premier ha commentato anche il dibattito sulla sicurezza europea e sul ruolo della Francia. «La Francia parla da tempo di se stessa come ombrello per proteggere l’Europa, ma non vuole mettere il suo nucleare sotto controllo dell’Unione europea», ha osservato. Secondo Meloni si tratta di un contributo utile al confronto strategico, ma non sufficiente da solo. «È un elemento importante nel dibattito sulla sicurezza in Europa, ma si tratta di una discussione più ampia che non può non tenere conto delle garanzie in ambito Nato». E ha aggiunto: «Non si tratta di rendere l’ombrello francese europeo, ma di mantenerlo francese».
Il “Board of Peace” e la questione Gaza
La premier ha inoltre difeso la partecipazione italiana al cosiddetto Board of Peace, il tavolo internazionale dedicato alla stabilizzazione della crisi mediorientale.
«È più che giusto che l’Italia partecipi alla discussione del Board of Peace. È importante per Gaza, non per l’Italia», ha detto Meloni.
Il forum coinvolge diversi attori regionali e internazionali: «Ne fanno parte tutte le nazioni del Golfo e le principali nazioni mediorientali, mentre come osservatori partecipano anche la Commissione europea e molti Paesi dell’Unione».
Per il governo italiano si tratta di un’opportunità diplomatica da non perdere. «L’obiettivo è fare la nostra parte per Gaza e per la stabilizzazione della situazione verso la prospettiva dei due Stati. L’Italia è una nazione rispettata da tutti gli attori ed è stata la prima nazione non musulmana per aiuti. Sarebbe folle tirarci fuori».
I colloqui al Quirinale
L’intensità della crisi è confermata anche dagli incontri istituzionali delle ultime ore. Prima il ministro della Difesa Guido Crosetto, poi la stessa Meloni hanno avuto colloqui separati con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale.
Due incontri non annunciati che testimoniano la delicatezza del momento e il continuo coordinamento tra governo e Capo dello Stato mentre la crisi in Medio Oriente continua a evolversi.
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).
Da oggi puoi aggiungere Nicolaporro.it alle tue fonti preferite su Google visitando questa pagina e spuntando la checkbox a destra
Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


