Le verifiche disposte dalla Procura generale di Milano sulle notizie relative alla grazia concessa a Nicole Minetti si sono concluse senza confermare le ricostruzioni circolate negli ultimi mesi. Gli accertamenti, avviati dopo la diffusione di articoli e trasmissioni televisive che avevano riportato presunte anomalie nella vicenda, sono stati trasmessi dalla procuratrice generale Francesca Nanni al ministro della Giustizia Carlo Nordio e al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Nel documento ufficiale si afferma che «i fatti riportati nelle notizie di stampa dalle quali ha tratto origine il presente supplemento di attività non corrispondono al vero e che non sono emersi fatti contrastanti con il quadro probatorio già acquisito». Una conclusione che conferma dunque le valutazioni già espresse al momento del parere favorevole alla concessione della grazia all’ex consigliera regionale lombarda.
La chiusura di questo capitolo, tuttavia, potrebbe rappresentare soltanto l’inizio di una nuova fase. I legali di Nicole Minetti e dell’imprenditore Giuseppe Cipriani stanno infatti valutando azioni risarcitorie nei confronti di quanti hanno diffuso accuse e ricostruzioni che, alla luce degli accertamenti ufficiali, non hanno trovato conferma.
Secondo quanto riferito dagli avvocati Antonella Calcaterra , Emanuele Fisicaro e Paolo Siniscalchi la documentazione prodotta dalla Procura generale costituirebbe un elemento decisivo per valutare eventuali responsabilità civili. Gli avvocati in una nota, dopo aver preso atto delle verifiche condotte dalla Procura generale di Milano, hanno fatto sapere di “avere intrapreso le iniziative giudiziarie per il risarcimento dei danni subiti dai loro assistiti. Oggetto delle prime richieste risarcitorie sono: oltre cinquanta articoli pubblicati anche nelle rispettive edizioni online dalla testata Il Fatto Quotidiano, e le trasmissioni È sempre Cartabianca andata in onda su Rete 4 in data 28 aprile e Report, trasmessa su Rai 3 il 3.05.2026″.
Ma di che cifra stiamo parlando? E qui bisogna distinguere tra l’azione giudiziaria che verrà condotta negli Usa e quella che verrà condotta in Italia. Come riportato dal Corriere della Sera, sul tavolo “americano” vi sarebbe una richiesta di risarcimento pari a 250 milioni di euro. O almeno questo sta scritto nella richiesta di risarcimento verso il Fatto e Report depositata negli Stati Uniti. Una cifra che, secondo persone vicine a Cipriani e Minetti, non avrebbe finalità personali. L’eventuale somma ottenuta, “che siano un euro o decine di milioni”, verrebbe infatti destinata a organizzazioni internazionali impegnate a favore dei bambini adottati. Di certo, hanno fatto sapere i legali, “la misura del danno è principalmente correlata al gravissimo pregiudizio arrecato al minore. Cipriani e Minetti, attraverso i loro legali, si riservano di intraprendere ulteriori iniziative in ogni competente sede”. A spiegare al Corsera come si è arrivati al calcolo di questa cifra è lo stesso Fisicaro. Il conto “deriva principalmente dalla diversità tra il nostro ordinamento e quello americano, in materia di risarcimento. Il loro sistema pone tra i parametri per il calcolo in primis il fatturato e il mercato di riferimento e quanto, quindi, riportare notizie infondate abbia potuto incidere sull’andamento commerciale delle società. Si valuta anche il danno d’immagine e altri elementi propri del mercato. L’azione promossa dai nostri colleghi newyorkesi è stata fatta dal Gruppo Cipriani, non dalle persone fisiche”.
Poi c’è da considerare anche il fronte italiano, dove con ogni probabilità Minetti adirà le vie legali in sede penale con ipotesi di reato “che sono particolarmente gravi”. Quali? “È stata violata la Carta di Treviso che tutela i minori e già questo è gravissimo”, dice l’avvocato. Intanto i legali hanno già depositato una mediazione civile, che si terrà a fine mese. Poi si vedrà se – anche in Italia – si arriverà a citare in giudizio i giornalisti e le singole testate. Per il fronte italiano non è ancora stato fatto un calcolo ipotetico del risarcimento da chiedere. “Lo vedremo dopo la mediazione – spiega Fisicaro – Articoli e trasmissioni hanno messo in discussione la famiglia Cipriani, l’adozione di un bambino, ne è stata rivelata la patologia. Non so con quali intenzioni, ma è stato molto pesante. Prima che succedesse questo inferno, dal 2019 a oggi, ovvero da quando il bambino è stato adottato, quanti articoli sono stati fatti riguardo a Nicole Minetti? Quanti post sui social ha pubblicato lei? Nessuno: dopo l’adozione ha chiuso tutti i profili”.
Nel mirino della famiglia di Minetti ci sono sia gli articoli sull’adozione del minore, ritenuta “irregolare” quando irregolare non era. Ma anche sulla vicenda della morte dell’avvocata del bambino, spacciata come una storia torbida quando torbida non era. E anche sulle presunte feste al ranch Gin Tonic di Punta del Este, che a quanto risulta non avevano nulla di strano. Sul caso a parlare è Peter Gomez, direttore dell’edizione online del Fatto Quotidiano: “Noi abbiamo avuto delle notizie — ha detto —, le abbiamo date con nome e cognome. E prendiamo atto che le notizie che abbiamo raccontato non vengono considerate vere: questo, senza sentire la fonte da cui provengono. Curioso”. Il riferimento è al fatto che la Procura Generale di Milano non ha ascoltato la massaggiatrice (che aveva raccontato al Fatto i presunti festini) né ha potuto fare una rogatoria internazionale, non essendo prevista dai trattati tra Italia e Uruguay.
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Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI


