Presidente Mattarella, difenda anche noi

Anche il popolo del Sì è una risorsa del paese, ma l'Anm non lo rispetta

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sergio mattarella

Il presidente Mattarella scende in campo nella campagna referendaria a difesa del Consiglio superiore della magistratura di cui è presidente. “Mi hanno indotto a questa decisione la necessità e il desiderio di sottolineare ancora una volta il valore del ruolo di rilievo costituzionale del Csm, soprattutto la necessità e l’intendimento di ribadire il rispetto che occorre nutrire e manifestare, particolarmente da parte delle altre istituzioni, nei confronti di questa istituzione”, ha detto, con riferimento – senza mai citarle – alle dichiarazioni del ministro della Giustizia Nordio sui “metodi para-mafiosi” con cui sarebbero gestite alcune pratiche del Csm. Come noto, Nordio citava una frase del procuratore antimafia, ed ex membro dello stesso Csm, Nino Di Matteo, ma andiamo avanti.

Bene fa Sergio Mattarella a provare a riportare un po’ di calma nella già convulsa campagna elettorale: le istituzioni si devono rispettare, tutte e a me non sembra che ciò stia avvenendo. Per esempio da parte dei magistrati mi sembra che ci sia poco rispetto nei confronti del governo e del parlamento che hanno varato la riforma della Giustizia, e mi piacerebbe che il Presidente della Repubblica difendesse da certi magistrati anche la più importante istituzione del Paese che è il suo popolo, tutto il popolo non solo quella parte che si è schierata per il no.

Mi piacerebbe insomma che il Presidente invitasse il Csm a prendere le distanze dal procuratore  di Napoli, Nicola Gratteri, secondo il quale noi sostenitori del Sì al referendum siamo assimilabili a mafiosi, corrotti e massoni di logge deviate. E che non contento ha minacciato in diretta tv chi lo critica: “Vediamo più avanti se serve altro”. Insomma, signor Presidente, come capo del sistema giudiziario le chiedo: difenda giustamente il Csm, ma la prego difenda anche noi cittadini che ci battiamo per una giustizia più libera e giusta. 

Alessandro Salllusti, 18 febbraio 2026

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