Al momento è una litania di sottofondo, ma di ora in ora il suo volume va crescendo. Dice: vuoi vedere che gli scontri di Torino sono stati agevolati dal governo per creare un diversivo e mettere l’opinione pubblica contro le sinistre che quel corteo lo avevano promosso? Di più: per avere un buon motivo, e quindi mano libera, rispetto al varo del nuovo decreto sicurezza.
Insomma, il diabolico Piantedosi avrebbe dato ordine prima di non fermare in tempo i facinorosi e poi lasciato loro fare sacrificando l’integrità fisica di qualche centinaio di suoi uomini finiti all’ospedale. Non so quale mente perversa abbia partorito questo virus malefico e anche un po’ vigliacco secondo il quale millecinquecento poliziotti – tanti erano quelli impegnati sul campo – sarebbero stati complici di una complessa manovra di depistaggio. So, per esperienza, che quando si arriva a questi punti significa che la disperazione delle opposizioni ha raggiunto un punto di non ritorno. Come i no global che hanno preso a martellate il poliziotto già a terra, anche i colletti bianchi della politica anti destra si stanno avviando sulla strada del terrorismo, che se non è fisico ma mediatico poco cambia.
La sola idea di poter perdere il referendum sulla riforma della giustizia li manda ai matti. Questi sono pericolosi, attenzione che per non perdere la loro ultima roccaforte – quella della giustizia – sono capaci di tutto. Da qui al 22 marzo, giorno del voto, aspettiamoci di tutto.
Alessandro Sallusti, 4 febbraio 2026
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