Questa è la pillola n.5 sul referendum del 22-23 marzo. Facciamo ora vedere come, contrariamente a quel che si sente dire, la riforma rende la magistratura meno politicizzata. Ecco come.
I componenti dell’unico Csm (oggi) o dei 2 Csm (domani) sono formati così: per due terzi sono membri togati, cioè magistrati, e per un terzo membri laici. Occupiamoci in questa pillola di quei 2/3 che sono membri togati. La differenza tra la situazione attuale e la riforma sta nel fatto che nell’articolo 104 la parola «eletti» è sostituita dalla parola «estratti a sorte».
Recita l’articolo: i membri togati (… ) sono eletti da tutti i magistrati ordinari (…)… sono estratti a sorte, tra i Giudici per il Csm dei Giudici e tra i Pm per il Csm dei Pm…
Il sorteggio inficia la meritocrazia? No, perché il sorteggio è eseguito tra i meritevoli a far parte del Csm, cosicché la meritocrazia è preservata. E lo è nella stessa misura in cui lo è oggi, perché oggi si diventa membro del Csm non per concorso, per titoli o attraverso una qualche competizione che valuti i meriti, ma per elezione.
Leggi le precedenti pillole:
Pillola 1: https://www.nicolaporro.it/il-giudice-terzo-e-imparziale-che-non-ce-la-verita-sulla-riforma-della-giustizia/
Pillola 2: https://www.nicolaporro.it/il-95-delle-richiesta-accolte-il-dato-che-spiega-perche-e-bene-separare-pm-e-giudici/
Pillola 3: https://www.nicolaporro.it/politicoquotidiano/il-caso-berlusconi-insegna-tra-giudici-e-pm-ce-un-baco-sitemico/
Pillola 4: https://www.nicolaporro.it/politicoquotidiano/referendum-non-fatevi-fregare-come-cambiano-gli-articoli-104-e-105/
Franco Battaglia
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