Non ho idea di come andranno le prossime elezioni politiche, ma una cosa è certa: se la sinistra va avanti così vedo difficile un ribaltone. Demonizzare il governo delle destre può avere un senso quando sei nella scomoda posizione di forza di opposizione, ma in campagna elettorale non serve parlare male dell’avversario, andrebbero messi in campo proposte e progetti realisti e identitari oltre che accendere il sogno di una alternativa possibile. Niente, questi insistono sulla strada perdente dell’essere contro qualcuno invece che pro se stessi. L’ultimo esempio porta la firma di Walter Veltroni che ieri sera ospite da Floris ha paragonato “l’impresentabile” squadra del governo Meloni con il “dream team” del governo Prodi Uno del 1996. In effetti, archeologia a parte, di quel governo facevano parte die futuri presidenti della Repubblica, Ciampi e Napolitano, un ex premier (Dini) e un economista di rango (Andreatta). Chapeau, ma Veltroni dimentica che quel governo fu uno dei più brevi della storia della Repubblica (due anni), dei più litigiosi e inconcludenti. Dimenticavo: ne faceva parte anche Veltroni stesso che divenne poi famoso per avere portato la sinistra, da candidato premier, nel 2008 alla più cocente disfatta elettorale della sua storia contro Berlusconi. Veltroni insomma, un po’ come Renzi, rivendica di essere un raffinato perdente e impartisce lezioni ai vincenti puzzoni. Possibile che la destra non goda di grande salute, ma se la sinistra manda avanti Veltroni può dormire sonni tranquilli.
Alessandro Sallusti, 20 maggio 2026
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