Matteo Salvini lancia il sasso nello stagno, probabilmente per vedere l’effetto che fa: “Voto anticipato, non so, dipende anche dai fattori economici”. Non mi piace, mi sembra una dichiarazione di resa, ammettere che questo governo non è in grado di risolvere i pur gravi problemi economici che peraltro non sono dipendenti dalla sua volontà o da suoi errori. Mi piacerebbe avere un governo che i problemi li affronta e risolve, non che li schivi ricorrendo alle elezioni.
Anche perché il giorno dopo un eventuale voto i problemi resterebbero tali e quali e se non si è in grado di risolvere oggi non si capisce in base a quale principio potrebbero essere risolti successivamente. Fuori di ipocrisia: i sondaggi dicono che ogni settimana che passa il partito di Vannacci – politicamente una creatura di Salvini – rosicchia consenso alla Lega. Legittimo che il ragionamento di Salvini sia: prima si va a votare più è sperabile tamponare l’emorragia.
Io ho grande rispetto della Lega e del suo segretario, ma ancora di più l’ho nei confronti di un governo e di una maggioranza che al netto di errori e cadute sta dimostrando di sapere tenere barra diritta e in piedi il Paese. Confondere i problemi della Lega con quelli del Paese sarebbe un errore imperdonabile. Andare a votare mostrando debolezze non è un buon viatico per vincere le elezioni.
Alessandro Sallusti, 21 maggio 2026
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


