Il Governo italiano non cede sul presidio dei confini, nemmeno di fronte all’attacco irrituale e sproporzionato del governo spagnolo. Giorgia Meloni ha ribadito con chiarezza cristallina che la priorità rimane la tutela dei confini e la sicurezza dei cittadini. La decisione di sospendere temporaneamente Schengen, presa dopo l’assalto di migranti a Ceuta, per la premier è una misura di buon senso, motivata da allarmi concreti dell’intelligence e dal rischio concreto di nuove ondate e minacce terroristiche. Fino al 15 agosto (e oltre, se necessario) Roma non farà marcia indietro.
La nota della Moncloa, sede del Governo spagnolo, arrivata senza preavviso e con toni da minaccia, è stata definita un “ricatto” a Palazzo Chigi: Madrid ha alzato il tiro, annunciando verifiche a tappeto che rischiano di colpire i turisti italiani nelle isole e nei porti spagnoli. Una ritorsione abbastanza triste, che tradisce più le difficoltà interne di Pedro Sánchez rispetto a una reale preoccupazione in merito all’infrazione dei regolamenti europei. Il premier socialista, isolato sul tema migratorio e sotto pressione in patria, ha scelto di usare l’Italia come bersaglio per consolidare la propria immagine. Il suo tasso di gradimento in patria è sceso verticalmente. Ed è francamente paradossale constatare come, in questo periodo, la sua fanbase più nutrita sia proprio in Italia…
Dinnanzi a ciò, Piantedosi ha chiarito che i controlli temporanei alle frontiere sono una possibilità praticata da almeno una decina di Paesi europei, inclusi la Germania e la Francia (anche verso l’Italia a Ventimiglia). Funzionano, producono risultati positivi e sono previsti dai trattati. Eppure, quando a praticarli è un governo di centrodestra, scatta l’accusa. Il solito doppio standard tanto caro ai progressisti. Nulla di nuovo sotto al sole: la sinistra italiana senza spina dorsale sta addirittura chiedendo scusa a Sánchez. Ma per cosa?
I numeri e i fatti parlano chiaro. Report interni italiani e segnali spagnoli indicano un rischio concreto di nuovi assalti a Ceuta prima di Ferragosto. La Spagna stessa sta schierando migliaia di agenti e navi. Nei controlli italiani in cinque aeroporti sono già emersi soggetti senza titolo di ingresso provenienti dalla Spagna. Ignorare questi elementi per non irritare Madrid sarebbe irresponsabile.
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La risposta di Meloni è stata ferma ma costruttiva: contatti intensi con i vicepremier e con Piantedosi per minimizzare i disagi ai connazionali, senza rinunciare alla linea rigida dei controlli. L’Italia chiede semplicemente il rispetto per la sovranità nazionale. I confini non sono un optional nemmeno in Europa.
Sánchez, però, ha scelto la via dello scontro e ha utilizzato la decisione di Meloni come un casus belli per distrarre l’opinione pubblica dalle sue lacune. L’Italia, però, è bene che continui sulla sua strada: difendere i confini, proteggere i cittadini e rifiutare ogni forma di pressione indebita.
Alessandro Bonelli, 9 agosto 2026
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