Daniela Santanché vince la prima battaglia legale. E lo fa grazie alla sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato ammissibile il ricorso per “conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato” sollevato dal Senato della Repubblica contro la Procura di Milano che indagava per truffa aggravata ai danni dell’Inps. Il caso lo ricorderete: l’ex ministro del Turismo, fatta dimettere dopo la sconfitta del referendum sulla giustizia, è imputata per il caso della cassa integrazione Covid che, secondo l’accusa, ma negata dalla diretta interessata, sarebbe stata incassata indebitamente.
Il collegio della Consulta, formata dai giudici Amoroso-Pitruzzella- Bernardini, ha accolto il ricorso che riguardava l’eccesso di potere con cui i pm milanesi e la Finanza si sono fatti consegnare audio, chat e mail di Daniela Santanché in cui la senatrice compare direttamente o come mittente/destinatario (anche in copia) delle comunicazioni. I magistrati hanno avuto accesso a questi documenti, non intercettati ma registrati da ex dipendenti delle società di Visibilia, nonostante – come noto – per i parlamentari esistano delle prerogative speciali che impediscono l’accesso alle comunicazioni senza l’autorizzazione della Camera di appartenenza. In questo caso Palazzo Madama.
Il punto di diritti è questo. Il pm hanno considerato quelle prove come “documenti”, quindi utilizzabili dalla pubblica accusa in un processo a carico di un parlamentare, mentre per il Senato si tratta di “corrispondenza”, quindi equiparabile alle intercettazioni, che – come detto – richiedono l’autorizzazione di Palazzo Madama per l’utilizzazione ai fini penali. Fu proprio la Corte Costituzionale, nella sentenza Open-Renzi del 2023, ad estendere il perimetro dell’articolo 68 della Costituzione sulle garanzie dei parlamentari.
Per la Consulta “esiste la materia di un conflitto” che andrà sciolto e “la cui risoluzione spetta alla competenza di questa Corte”.
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).


