Il centrodestra è in fibrillazione perché i sondaggi danno, per la prima volta, la possibilità di un sorpasso della sinistra. Ora, i sondaggi dicono alcune cose ma non tutto: i numeri, se li torturi, confessano qualsiasi cosa.
Prima osservazione: il campo largo sarebbe leggermente in vantaggio nella supermedia settimanale, ma si tratta di una coalizione teorica che va da Fratoianni a Renzi e che ancora non ha né un programma condiviso né un leader candidato premier accettato da tutti.
Seconda osservazione: il vantaggio considera sia il partito di Vannacci sia quello di Calenda fuori dalla coalizione di centrodestra, cosa ancora tutta da verificare.
Terza osservazione: il centrodestra perde un paio di punti non per una bocciatura dell’elettorato, ma per via dell’arretramento della Lega, figlio della sciagurata scelta di Salvini di imbarcare Vannacci e tirargli la volata, per poi rimanere con un pugno di mosche in mano.
Insomma, c’è certamente da stare sul chi va là, ma nulla che al momento giustifichi pessimismo, tantomeno panico. L’errore più grande, e probabilmente fatale, sarebbe quello di entrare in modalità: “Oddio, qui perdiamo”.
L’opinione pubblica magari capirà poco di politica, ma una cosa è certa: segue chi percepisce come un vincente, non chi si rassegna a un destino ineluttabile da sconfitto. Consiglio non richiesto agli amici del centrodestra, tratto dalla saggezza popolare: “Sorridi che la vita ti sorriderà”.
Alessandro Sallusti, 8 maggio 2026
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