
Tempi duri per la Cgil del compagno di sventura Maurizio Landini. Dopo il colossale flop del corteo di solidarietà promosso a Roma contro l’operazione militare statunitense condotta in Venezuela che ha portato all’arresto di Nicolas Maduro, il sindacato rosso continua a collezionare una dopo l’altra una sfilza infinita di epocali figuracce.
A ridicolizzare l’azione-farsa dall’evidente sapore ideologico del segretario generale della Cgil ci hanno pensato, questa volta, gli stessi venezuelani in Italia, alquanto irritati per l’ennesima uscita a vuoto del sindacalista con l’ambizione per la politica. Le rimostranze venezuelane contro il leader della Cgil fioriscono persino all’interno dello stesso sindacato rosso, con diversi iscritti originari del Venezuela che già minacciano di strappare la propria tessera. Come l’attivista Soreilis Rojas, trentenne scappata dal suo paese d’origine nel 2015 quando era ancora studentessa universitaria, oggi in aperta contestazione con la Cgil. “Mi sono iscritta perché ero convinta che loro difendessero i lavoratori, non che si intromettessero negli affari degli altri paesi, specialmente in uno come il mio dove si violano i diritti umani, domina la persecuzione politica e c’è un presidente illegittimo”, ha dichiarato al Foglio la Rojas, alquanto delusa dalle fuorvianti esternazioni di Maurizio Landini: “Non si sarebbe dovuto permettere di fare queste dichiarazioni totalmente incoerenti, è una mancanza di conoscenza, ma anche di rispetto verso tutti quei venezuelani che nel 2024 hanno scelto Edmundo González Urrutia come loro vero presidente. Da venezuelana chiedo rispetto per la nostra causa”, prosegue l’attivista, che rivolge, poi, un accorato invito al segretario della Cgil: “Landini deve scegliere se stare dalla parte dei lavoratori o da quella della politica. Ed evidentemente non sa in che modo schierarsi”.
A differenza del sindacalista indeciso, Soreilis sembrerebbe invece avere le idee abbastanza chiare: “Sto già cercando un altro sindacato a cui iscrivermi, uno che si impegni davvero per i lavoratori senza fare propaganda politica”. Non è certo un’iscritta alla Cgil, ma è venezuelana almeno quanto Soreilis Rojas la nota modella e showgirl Aida Yespica, che in una recente intervista rilasciata ai cronisti dell’Adnkronos ha riferito: “Noi venezuelani siamo tutti felicissimi per la fine della dittatura, solo chi ha vissuto nel mio paese può capire le sofferenze che ha dovuto sopportare il popolo venezuelano e cosa significa vivere venticinque anni sotto una dittatura comunista. Maduro è stato un dittatore, un tiranno che ha oppresso il suo popolo”.
Anche in riferimento alle discutibili prese di posizione della Cgil, la Yespica non sembrerebbe palesare dubbi: “Rispetto le idee altrui ma non le condivido. Loro non hanno vissuto quello che abbiamo vissuto noi, io ho sofferto la fame, mio padre si toglieva il cibo di bocca per dare da mangiare a me. Questa gente dovrebbe mettersi nei nostri panni e capire quello che abbiamo dovuto soffrire noi venezuelani e rispettare i nostri sentimenti”. Capito o no, carissimo compagno Landini? Per l’ennesima volta, colpito e affondato.
Salvatore Di Bartolo, 11 gennaio 2026
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