Politico Quotidiano

“Ti metto dentro una R4”. Le Br minacciano il ministro Carlo Nordio

La scritta sui muri in via Portuense. Intervento immediato dei Carabinieri

carlo nordio e la riforma della giustizia Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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A Roma, in via Portuense 473, è stata individuata una scritta minacciosa rivolta al Ministro della Giustizia Carlo Nordio. Il messaggio, scritto con vernice rossa, riportava la frase “Nordio ti metto dentro una R4” ed era accompagnato da una stella a cinque punte e dalla sigla delle Brigate Rosse (Br). La frase fa riferimento alla Renault 4 rossa in cui, il 9 maggio 1978, fu trovato il corpo di Aldo Moro, vittima del gruppo terroristico. La segnalazione è avvenuta nella mattinata dai residenti della zona.

A seguito della scoperta della scritta, sono intervenuti i militari della Stazione dei Carabinieri di Villa Bonelli, incaricati di effettuare i rilievi preliminari e raccogliere informazioni sui fatti. Si stanno esaminando eventuali immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti nelle vicinanze, con l’obiettivo di individuare chi abbia realizzato il gesto. Le verifiche si stanno concentrando anche su possibili collegamenti tra il luogo del ritrovamento e la vicinanza di sedi istituzionali o altri luoghi di rilievo.

Il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha espresso solidarietà al Ministro Nordio, definendo l’episodio “un fatto grave e vile”. In un suo intervento pubblico, Zaia ha dichiarato: “Colpire Nordio significa tentare di intimidire non soltanto un Ministro della Repubblica, ma un uomo che ha dedicato la propria vita al servizio dello Stato”. Ha poi sottolineato la dedizione e il rigore dimostrati dal Ministro nel corso della sua carriera, concludendo con un appello alla giustizia affinché sia fatta rapidamente chiarezza sull’accaduto.

Indagini in corso

Le attività investigative proseguono senza sosta, con l’obiettivo di identificare i responsabili e chiarire le motivazioni dietro questo atto. Le forze dell’ordine stanno anche valutando elementi presenti sul luogo e analizzando il contesto dell’area. I dati raccolti, incluse eventuali registrazioni dalle telecamere di sicurezza, saranno cruciali per ricostruire la dinamica dei fatti e orientare le indagini. Restano al vaglio anche segnalazioni legate a movimenti sospetti intorno all’edificio su cui è apparsa la scritta

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