Politico Quotidiano

Una domandina a chi vuole la patrimoniale

Il falso mito sull'imposta contro il patrimonio dei ricchi (che purtroppo già esiste)

Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI
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LaC’è una cosa che non capisco e che caratterizza i fautori della patrimoniale, in Italia. Il mood costante è che con un piccolo sforzo, si potrebbero avere ricchezze per aiutare le fasce più deboli, costruire scuole, migliorare la sanità. Che sicuramente è un fine nobile, anzi, io non sarei nemmeno contrario, di principio, neanche alla patrimoniale in sé. Però spiegatemi una cosa: con una tassa al 2% sui patrimoni superiori ai 2 milioni di euro, si stima che si potrebbero accumulare circa 30 miliardi di euro. Bella cifra, indubbiamente.

Ora, al netto delle possibili e persino prevedibili conseguenze, tipo miliardari che a quel punto decidono di andarsene o delocalizzare, creando qui ulteriore povertà e disoccupazione e generando un grottesco effetto cane che si morde la coda, oltre che ridimensionare quella cifra prevista di entrate, la cosa che non capisco è questa: mi spiegate perché non riusciamo ad aiutare le fasce più deboli, a costruire scuole e ospedali con un bilancio statale da 760 miliardi all’anno, ma dovremmo invece riuscirci con un bilancio da 790? Cioè, senza quei 30 miliardi niente, le fasce deboli devono crepare, con quei 30 miliardi invece è godopoli.

Ma non è che, forse forse, il problema sono gli altri 760 miliardi che spendiamo a cazzo ogni anno, ma talmente tanto che manco ci bastano e continuiamo a fare deficit? Chiedo.

Guglielmo Mastroianni, 15 aprile 2026

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