Violenza, danni, sabotaggi. È l’ora del pugno duro

Gli scontri di piazza e gli eventi delle ultime settimane non sono protesta: la politica deve condannare senza ambiguità

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Mi sia consentito un brevissimo commento in merito alle violenze commesse in occasione delle manifestazioni contro le Olimpiadi, in particolare quanto è avvenuto a Bologna. Si è trattato di azioni commesse da persone che non dimostrano alcuna responsabilità civile oltre che il minimo rispetto verso il lavoro e l’impegno degli italiani, cittadini onesti.

Si tratta di manifestazioni indegne, nella forma e nei contenuti, a fermare le quali lo Stato con l’autorità del diritto deve intervenire. La classe politica tutta deve agire in modo risoluto con affermazioni di netta condanna degli eventi, senza cercare attenuanti che diventano occasione di recriminazione e di accusa all’altra parte politica.

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Chi danneggia i beni altrui, chi rovina i beni pubblici, chi manifesta contro il lavoro compiuto dai cittadini che si sono impegnati per far vedere la grandezza dello spirito italiano deve incontrare la riprovazione coraggiosa, unanime e netta degli uomini e delle donne delle Istituzioni.

È ora che si intervenga prendendo posizioni nette di condanna delle violenze commesse, perché è solo quella della coerenza la via da percorrere per un esempio di cittadinanza responsabile del bene comune.

Suor Anna Monia Alfieri, 12 febbraio 2026

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