Politico Quotidiano

Viva il grillino a cui piace la f***

Un audio diffuso su WhatsApp da un candidato 5Stelle scatena le polemiche. Costretto a chiedere scusa

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La comunicazione politica, lo abbiamo visto, lo abbiamo detto, si fa sempre più sofisticata ogni giorno che passa e rischia di sfuggire al controllo di chi la crea, la fruisce, la subisce: si parte da una copertina e si arriva a una copertina, è il trionfo dell’immagine, dell’autoreferenzialità, del miraggio: se ne vedono di tutti i colori, l’unico limite è la fantasia, non sempre ispirata dal buon gusto: candidati e candidate a tutto disposte a tutto, in posa militante, i piedi in evidenza come stelline di onlyfans oppure sulla via della riconversione modaiola, dagli stracci anni Settanta alle divise blu Gaza, dal centro sociale occupato al tailleur discretamente capitalista, europeista.

E poi gli inganni dell’intelligenza artificiale per cui una premier può venire effigiata, “notevolmente migliorata”, parole sue, in una baiadera ammiccante, ed è lei ma non è lei ma basta e avanza ad insinuare, a ricamarci sopra. In tanta rarefazione, che finisce per snaturare la consistenza reale, è inevitabile l’impulso a tornare ad una rude concretezza, una sana naturalità, a riscoprire le cose buone della vita, prendete per esempio questo insospettato, ma già leggendario, grillino di Manduria, Gregorio Piccinni: “Votatemi, sono come voi, mi piace lo sport e la figa”.

Proprio così, la realtà di risacca ci supera, rifluisce nella carnalità più primordiale: non sparate sul cronista, lui dà solo conto della realtà senza coloranti né conservanti. Piccinni va al sodo e il suo messaggio, denso, chiaro, inequivocabile, ci rassicura e ci solleva lo spirito: quel populismo ammiccante profuma di afrore, di caciocavallo, di fai e foje, e già il nome è un programma, di cartellate al miele, idem con sapore, di taieddhra, di bollori sull’aia, di sagra paesana, ah quei begli istinti di una volta, un sano “inchiappettamendo” tra le spighe e poi giù una bicchierata di Primitivo, che lava via tutto.

Una realtà non finta, non artificiale, vivaddio tu chiamala se vuoi da secolo scorso, ma le implicazioni filosofiche del candidato a 5 stelle non le puoi sottovalutare: l’uomo alla fine non cambia, l’uomo è una bestia, tu puoi dargli tutta la IA che vuoi, ma prendilo a un autogrill e vedrai i soliti umanoidi di sempre, tutazza sfondata, braghette corte che scoprono panze loffie, arti pelosi da ragni pallidi e frolliti, deformarsi in smorfie ataviche, belluine mentre aggrediscono un paninazzo old fashion.

Il bello, ma veramente bello, è che il progetto, il manifesto programmatico, viene espresso dal grillino Piccinni in un audio whatsapp (forse concluso da un bello scoreggione rimbombante) a sostegno di una candidata femmina, Fabiana Rossetti la quale, da parte sua, commenta: “Non prendiamo nessuna posizione”, e siamo già al sublime.

Gregorio “uno di voi” chiarisce meglio il suo approccio schiettamente vulgaris: “Non facciamo promesse come fanno gli altri, posti di lavoro a destra e sinistra e poi non fanno una minchia”. Ecco, appunto, per tornare a bomba, o a pompa. La minchia, la fica, votatemi, sono come voi.

Chissà se la brava gente di Manduria si riconoscerà in questa certezza, e, soprattutto, la voterà: per quanto ci riguarda, lo faremmo subito, immediatamente, non foss’altro che per una rivelazione: un grillino a cui piace la fica! “Sono una rarità in tutta la città”, come diceva la canzone.

Max Del Papa, 10 maggio 2026

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