Vi ricordate quando durante tutta la campagna referendaria, l’opposizione si è spesa a favore del voto dei fuori sede, dicendo che il Governo non voleva farli votare perché essendo prevalentemente elettori giovani, ne aveva paura? Ve li ricordate gridare allo scandalo?
Piccola premessa: i fuori sede non hanno mai potuto votare. Lo hanno fatto per la prima volta alle europee di due anni fa e poi al referendum abrogativo dello scorso anno, entrambe le volte, quindi, col governo attualmente in carica.
Detto questo, succede oggi una cosa strana. A seguito delle citate polemiche in campagna referendaria, la maggioranza ha chiesto di inserire, in commissione affari costituzionali e nella discussione della nuova legge elettorale, anche il voto per i fuori sede.
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Direte voi, come ho pensato io: oh bene, alla fine l’ha spuntata l’opposizione, daje! E invece no: perché Pd, M5S e Avs, in commissione, hanno votato contro questa proposta, che essendo loro minoranza, è comunque passata e sarà quindi merito del Governo se alle politiche del prossimo anno i fuori sede potranno votare nel luogo di temporaneo domicilio. Un merito che verrà rivendicato in campagna elettorale. Ma si può essere più scemi?
Guglielmo Mastroianni, 12 aprile 2026
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Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI


