Quante volte abbiamo sentito dire dai leader della sinistra italiana: l’Italia dovrebbe prendere esempio dalla Spagna, altro che governo Meloni. Ma è proprio così? All’ex premier Zapatero, icona della sinistra europea, già indagato per aver intascato due milioni in consulenze da una piccola compagnia aerea che da primo ministro aveva salvato dal fallimento con un contributo pubblico di 53 milioni, è stato trovato nascosto in ufficio un tesoro di gioielli degno di un re di cui si disconosce l’origine.
L’attuale premier Pedro Sánchez, tenuto in palmo di mano dai progressisti europei, non è messo meglio: sua moglie, Begoña Gómez, è stata rinviata a giudizio al termine di un’indagine giudiziaria durata circa due anni per traffico di influenze, corruzione negli affari, malversazione e appropriazione indebita; suo fratello David, musicista professionista e direttore d’orchestra, è stato rinviato a giudizio per abuso d’ufficio e traffico di influenze dal tribunale di Badajoz.
Il Partito Socialista, il PSOE, è poi stato scosso da uno scandalo di corruzione che ha portato alle dimissioni dell’ex ministro dei trasporti José Luis Ábalos, quando la polizia giudiziaria della Guardia Civil ha scoperto che il segretario e numero tre del partito, Santos Cerdán, ha influenzato l’acquisizione di appalti pubblici a favore di imprese costruttrici. A questo si aggiungono casi di molestie e comportamenti sessisti protratti da alcuni esponenti del PSOE, tra i quali spicca la figura dell’ex consigliere politico Francisco Salazar.
Mentre Sánchez si erge a paladino progressista in Europa, in patria la sua è una monarchia corrotta basata su equilibri sempre più fragili. Lo dimostrano le recenti tornate elettorali, come l’emorragia di consensi in roccaforti storiche come l’Andalusia, dove i socialisti sono crollati. Questo declino racconta il malcontento di un Paese che non si lascia più incantare dalla retorica del “governo del popolo”.
A ben guardare non sorprende che il modello spagnolo sia tanto caro alla sinistra italiana: comandare senza essere maggioranza, governare con chiunque pur che sia, fare la morale a tutti meno che a se stessi.
Alessandro Sallusti, 27 maggio 2026
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