Povere e poveri palestinesi. Non solo hanno leader inetti o criminali, non solo tutti paesi arabi fanno finta di preoccuparsi della loro sorte fino a quando non devono vendere il petrolio o azzannarsi al proprio interno per il governo del proprio paese, non solo l‘Iran ne ha fatto l’oggetto di una fantomatica asse della resistenza, non solo tutta la sinistra nonsonnullista pseudo-libertaria mondiale s’è appropriata della loro bandiera – non di rado per motivi elettoralistici – ma mo’ pure un prete che predica ponti e non muri facendosi fotografare con una mappa della “terra santa” che non prevede Israele e un giornalista che, molto faceva, oltre che lavorare per un network di proprietà del paese dove da anni si finanziano bande di terroristi e dove, pensa un po’, di tanto in tanto si tengono “negoziati” che non vanno da nessuna parte.
Adesso gli hanno pure trovato un businessman pronto a fare il presidente – uno che magari manco sa dov’è Gaza o Ramallah.
Povere e poveri palestinesi, anche volessero, oggi non saprebbero come fare per mandare affanculo gli amici tanto quanto i nemici.
Marco Perduca, 15 agosto 2025
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


