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Povero Vasco, da ribelle a soldatino del Covid - Seconda parte

Ma dove sta la libertà a questo punto? Nell’entusiasmo di servire? Nell’ammirare quelli che poi sono sempre più uguali degli altri? Nella prudenza che diventa paranoia? Nella delazione alla Gassman? Nei gendarmi che a Cesano Boscone piombano alla festa di un ragazzino disabile e multano tutti? E i limiti andranno bene anche per i futuri concerti di Vasco Rossi e colleghi o su quelli si praticano le dovute eccezioni?

Questo Komandante sugli artisti alla fame, sfiniti da oltre un anno di paralisi non ha mai detto una parola, è roba che non lo riguarda. Però si sente in dovere di ammonire come un improbabile borghese, di quelli che per tutta la vita aveva additato come suoi carnefici, gente comune, che non capiva, che non aveva il coraggio di forzare il limite in nome della libertà. Adesso che la splendida giornata, esagerata, senza tregua vira “all’ora che volge al disio e ai navicanti intenerisce ‘l core”, si forza la libertà e si esalta il limite. Va bene, ma pur che sia un limite degno.

Max Del Papa, 29 aprile 2021

 

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