Economia

Preparate il portafoglio: arriva la nuova eco-tassa sulle caldaie

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Nel silenzio assordante della politica, l’Italia si prepara a subire l’ennesimo attacco alla libertà economica e alla responsabilità individuale. Con l’attivazione del meccanismo EU-ETS2, approvato in Europa nel 2023 e che scalderà i suoi motori da questo 2025, scatterà una nuova gigantesca eco-tassa sulle caldaie per il riscaldamento delle famiglie e i carburanti per le auto.

La carbon tax è stata adottata dalla commissione von der Leyen con il sostegno di Forza Italia, il partito di tasse&regole, senza un’opposizione sostanziale del resto del centrodestra italiano, e recepita nell’ordinamento italiano con un decreto del governo Meloni, nel settembre 2024. Grazie a uno scoop del Financial Times di ieri, sappiamo che i tecnici di Bruxelles vorrebbero usare un terzo del gettito della tassa per raddoppiare il bilancio Ue, e si è finalmente accesa l’attenzione su questa minaccia all’economia delle nostre famiglie.

Questa “transizione ecologica” imposta non è altro che un gigantesco piano redistributivo mascherato da ambientalismo. Una scusa ed una truffa politica per aumentare la pressione fiscale, costruendo una nuova forma di austerità climatica che nulla ha a che vedere con la vera sostenibilità o con l’innovazione spontanea del mercato. La nuova tassa sarà estorta ai cittadini italiani dal 2027, e il governo Meloni, che è in carica dal 2022, non potrà sottrarsi alla responsabilità per quello che sta accadendo, se non cambierà rotta in modo credibile dopo il silenzio complice di questi anni.

La Ripartenza

Il paradosso sulla linea politica di Giorgia Meloni è evidente: mentre due partiti predicano sovranità e hanno chiesto i voti contro le ecofollie della Ue, il governo accetta passivamente regolamenti che riducono la nostra libertà, aumentano i costi della vita e mortificano l’iniziativa privata. La maggioranza di centrodestra dovrà fare i suoi conti prima delle prossime elezioni e scegliere di abbandonare la sua sudditanza al centralismo europeo e alla burocrazia verde.

L’Italia può ancora bloccare l’ecofollia, opponendo da subito -pubblicamente- una minaccia di veto al bilancio Ue del 2027 se questa tassa, e le altre follie climatiche, non saranno state rimosse per tempo. Giorgia Meloni è pronta ad agire nell’interesse nazionale?

Andrea Bernaudo, 18 giugno 2025

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