Chiesa

Processioni cristiane no, cortei islamici sì: l’integrazione è ormai fuori controllo

Tra divieti per la tradizione cattolica e polemiche su alcune manifestazioni religiose, cresce la tensione su identità, regole e convivenza nelle città italiane.

Milano SCIITA
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Viviamo in una società multietnica, multiculturale, multireligiosa. Potremmo proseguire all’infinito con l’elenco delle diversità. La diversità è una sfida, bella e impegnativa, che però deve essere assunta e interpretata con coraggio, prudenza e tanta intelligenza. Le vie di Milano sono state attraversate da un corteo di persone di religione islamica in occasione della festa dell’Ashura: in questo corteo le donne erano nascoste dietro un furgone.

Possiamo noi accettare passivamente una situazione simile? Accogliere e integrare significa accettare come normali queste situazioni? Non credo. Aggiungo: quest’anno proprio a Milano non si è tenuta la processione del Corpus Domini: la decisione è stata motivata per ragioni legate al traffico cittadino (da notare che la stessa processione viene organizzata regolarmente a Londra e a New York dove i cattolici non sono la maggioranza ed il traffico non è proprio da parrocchia di campagna) e per ragioni di decoro per le quali il passaggio della processione in mezzo all’indifferenza dei turisti avrebbe fatto apparire la processione un evento folcloristico.

Mi permetto chiedetemi, perché è la mia intelligenza che me lo impone: aboliamo la processione del Corpus Domini per lasciare spazio a cortei in cui le donne sono nascoste dietro un furgone? Questo vuol dire integrare? No, questo vuol dire lasciare lo spazio ai fronti più radicali, dall’una e dall’altra parte. E quando le ali più radicali prendono il sopravvento la società è sconfitta, perchè la ragione è sconfitta.

Non si tratta di processioni, non si tratta di rivendicazioni, non si tratta di contrapposizioni: si tratta di far emergere in una pacifica convivenza nel rispetto della legge e degli ordinamenti persone diverse per origine e per cultura. Ma la convivenza passa dalla chiarezza, dalla conoscenza, dal fatto che non si possa passare oltre ad eventi che chiaramente nulla hanno a che vedere con il rispetto della persona.

Milano, Italia, Europa: occorre fare pace con la nostra storia, non cancellarla per costruire pagine apparentemente più belle, nello spirito di una libertà che è tale solo in apparenza.

Suor Anna Monia Alfieri, 29 giugno 2026

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