
Si intitola “Fare” la terza tavola rotonda della nona edizione de La Ripartenza, l’evento ideato da Nicola Porro. Protagonisti di questo confronto sull’economia Francesca Gostinelli – Head of Enel X Global Retail, Pierroberto Folgiero – Amministratore Delegato e Direttore Generale del Gruppo Fincantieri, Raffaele Nacchiero – CEO AraBat, startup, Uljan Sharka – Ceo e Founder di Domyn.
La nave come smart city
La nave non è un semplice scafo: oggi la nave è una smart city: perentorio Pierroberto Folgiero, ad e dg del Gruppo Fincantieri. “Si pensa sempre alla nave come uno scafo, ma se noi facessimo scafi non saremmo sopravvissuti. L’Italia ha imparato a partire dallo scafo, chiediamo molto alle nostre maestranze e alle nostre tute blu, ma la nave è diventata una smart city”, ha evidenziato, rimarcando che Fincantieri “è un’industria che va molto più lontano dal cantiere, noi diciamo che costruiamo le navi fino in campagna, perchè le nostre aziende sono nelle campagne di Pordenone, ad esempio, dove facciamo cabine e comodini. L’80 per cento di ciò che è sulla nave la compriamo in Italia”. Poi sulla nave del futuro, il fare al suo zenit: “Due anni fa abbiamo lanciato l’idea della prima nave con il cervello e sarà pronta nel 2026: è una nave senziente, che nasce con un cervello che poi si alimenta e consente all’imbarcazione di fare delle cose. Per costruire una nave ci vogliono tre anni e la tecnologia diventa obsoleta. Invece questa piattaforma può essere aggradata con delle applicazioni, rendendo la nave una grande testa”.
L’italian touch sull’AI
Il fare è indissolubilmente legato all’Ai e chi meglio di Uljan Sharka per trattare il dossier. “C’è sicuramente una percezione negativa, si pensa che non si stia facendo, ma sta emergendo l’italian touch anche sull’AI. E’ una tecnologia che valorizza l’uomo ed è una tecnologia che spinge una ripartenza, un rinascimento. Chi meglio dell’Italia può sviluppare una tecnologia di questo tipo, valorizzandola al meglio?” le parole del Ceo e Founder di Domyn: “Ci sono anche forze oscure sul campo che per creare valore economico hanno messo sul campo una narrativa in cui solo in alcune parti del mondo si può produrre, ma questa è una tecnologia rivoluzionaria e ci sarà una AI italiana ed europea”.
Senza investimenti nell’AI “il rischio è quello di perdere quella che sarà l’opportunità di rivoluzione industriale che cambierà il mondo” ha aggiunto Sharka, che si è soffermato così sui possibili rischi: “È una tecnologia che viene esclusivamente costruita dall’uomo: non si costruisce da sola. Ci sono due componenti: le informazioni, che contengono una serie di istruzioni, e l’uomo, l’ingegnere che dice al sistema AI come codificare quei dati. Per questo sono un fan della regolamentazione: la sua responsabilità dipende dal processo produttivo. Con dei principi sani, avrai un sistema affidabile che fa gli interessi dell’uomo”. E ancora: “Il supercomputer ci comprime il tempo, facendo più calcoli al secondo. Il rischio è nel processo produttivo. Il primo tema è quello del controllo. Il secondo, invece, è ancora più grave: è il fatto che questo software diventa la propria proprietà intellettuale. Quindi il controllo diventa ancora più importante. E’ spaventoso se noi non facciamo niente”.
Il mondo startup
Le startup sono il presente e il futuro del fare e da Foggia arriva l’incredibile storia di Startup di Raffaele Nacchiero, Ceo di AraBat, che in questi ultimi anni ha sviluppato una nuova tecnologia per riciclare le batterie al litio attraverso le bucce di arancia ed altri scarti vegetali. Il giovane team ha messo a punto “un procedimento, un trattamento chimico dove utilizzando queste biomasse riusciamo ad estrarre le materie prime come litio, nichel e cobalto da questi rifiuti”. Grande visionarietà: “Abbiamo preso il problema e abbiamo provato a risolverlo in modo originale e creativo, sfruttando le risorse del nostro territorio. Lo abbiamo testato in laboratorio ed ha funzionato”. Certo non sono mancati i problemi, tra chi considerava la startup non all’altezza perchè composta da “ragazzi” e i vari ostacoli incontrati con le realtà produttive. Nacchiero è tranchant: “Parti azzoppato se vuoi realizzare l’innovazione. Stiamo facendo di tutto per chiudere l’investimento in Italia, ma stiamo ricevendo interazioni positive da Cina e Usa. Ma stiamo provando a rimanere qui”.
Le sfide per l’energia
Per fare c’è bisogno di energia, su questo non ci sono dubbi. A proposito del mondo AI, Francesca Gostinelli (Head of Enel X Global Retail) ha spiegato: “La sfida dell’Ai è stata compresa. Tutti gli operatori chiedono energia rinnovabile, hanno bisogno di connessione e di energia verde, di disponibilità 24/7. Questo si può fare se tutto l’ecosistema fa sì che andiamo tutti insieme verso un’attuazione. Secondo me le basi ci sono, le cose si stanno muovendo, ma il sistema deve scegliere di volerci essere”
“La competitività è l’elemento centrale” ha aggiunto: “Noi siamo in una tavola rotonda del fare, che vede due aspetti: l’innovazione continua e tutto quello che succede nell’oggi. Un’azienda come la nostra deve mantenere questo doppio binario: pensare all’oggi e pensare al futuro. Se rimaniamo indietro non saremo in grado di soddisfare le esigenze future. Per mantenere la flessibilità esistono diverse soluzioni. Io credo molto nella flessibilità”.
Franco Lodige, 12 luglio 2025
Ti è piaciuto questo articolo? Leggi anche
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).