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“Pronti a combattere”. L’Italia si prepara alla guerra - Seconda parte

Esercito in preallarme. La circolare che parla di “addestramenti bellici” e “limiti ai congedi”

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Difficile far di meglio con soldati che dieci o vent’anni fa saltavano come grilli ma che oggi, raggiunti i 45 anni, fanno gli occhi dolci a una scrivania. Ed altresì difficile fare di meglio dopo che qualche illuminato stratega ha ritenuto che cannoni e obici andavano bene al tempo di Napoleone e che i carri armati erano ormai roba da terzo mondo. Per vincere le guerre del terzo millennio sarebbe bastato infatti un fucile in polimeri, qualche computer e tanta buona volontà. Poi c’è l’aeronautica militare.

Se da un lato tutto il mondo ci invidia le “Frecce Tricolori” dall’altro guarda con tenerezza una forza aerea che più o meno è quella imbarcata a bordo di una portaerei. Non la nostra, una americana. Rimarrebbe la Marina che delle tre sembra essere quella messa meglio, anche per merito dei suoi comandanti che negli anni hanno caparbiamente voluto e ottenuto una marina piccola ma competitiva. Peccato che per voce dello stesso Capo di Stato Maggiore oltre l’80% della squadra navale è alla fine della propria vita utile operativa. “Una acies”, questo il motto dell’Accademia militare di Modena. “Una sola schiera”. La speranza è che a rinfoltire le fila di quella schiera non debbano intervenire anche giovani e disillusi civili.