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Psicodramma Pd, Elly trema: “Se ci fosse uno scisma…”

Spaccature interne tra maggioranza e minoranza minano il sogno di Elly di impensierire FdI. Rinviato il congresso

schlein pd Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Nel Partito Democratico cresce la tensione in vista dell’Assemblea Nazionale convocata oggi. Le correnti progressiste e riformiste si scontrano su vari punti cruciali per il futuro del partito e della sua leadership. La riunione, che dovrebbe rappresentare un’occasione per definire la linea politica in vista delle prossime politiche, ha acceso un dibattito interno che coinvolge sia la segretaria Elly Schlein che le diverse anime del partito.

I riformisti, guidati da figure come Lorenzo Guerini e Pina Picierno, esprimono riserve sull’intenzione di alcuni membri della maggioranza di modificare lo statuto per blindare Schlein come unica candidata Pd alle eventuali primarie di coalizione. La proposta è stata avanzata dal “correntone” che sostiene la segretaria, ma ha incontrato resistenze interne. Guerini ha definito questa scelta una “forzatura”, ribadendo che tale decisione dovrebbe essere discussa in Direzione prima di essere presentata all’Assemblea.

Scontro tra raduni

Lo scorso fine settimana ha visto lo svolgimento di due raduni che evidenziano chiaramente le divisioni interne al partito. A Prato, i riformisti si sono riuniti per discutere il ruolo dell’area liberal all’interno del Pd. Durante i lavori è emersa una critica esplicita alla gestione della segretaria: “Il Pd non sta facendo abbastanza per le imprese”, ha dichiarato Matteo Biffoni, ex sindaco di Prato. Anche il senatore Filippo Sensi ha contestato il trattamento riservato al riformismo, denunciandolo come percepito quasi come “il nemico del popolo”.

A Montepulciano, invece, il “correntone” a sostegno di Elly Schlein ha riaffermato il proprio sostegno alla segretaria, proponendola apertamente come candidata premier per le elezioni del 2027. Tra i partecipanti, diverse figure di spicco come Dario Franceschini, Andrea Orlando e Roberto Speranza hanno sottolineato la centralità della Schlein come guida del partito. “Il Pd è il perno fondamentale dell’alleanza. Sarò la segretaria di tutti”, ha dichiarato Schlein durante l’evento.

L’ipotesi di un congresso anticipato

Nonostante le resistenze, l’idea di un congresso anticipato continua a circolare tra alcune aree del partito. Questa opzione, appoggiata dai fedelissimi della leader dem, viene presa in considerazione come possibile soluzione per consolidare la posizione della segretaria, specie in vista dell’Assemblea di oggi. Tuttavia, Schlein sembra preferire un approccio più cauto, considerandolo un passo da compiere solo nei tempi opportuni.

Nel frattempo, si intensificano le manovre e le trattative tra le diverse correnti per trovare un compromesso che permetta di presentarsi all’Assemblea con una linea condivisa. Le tensioni persistono, e i riformisti non escludono nemmeno di disertare alcuni passaggi fondamentali delle discussioni qualora le loro richieste venissero ignorate.

Il ruolo di Bonaccini nella maggioranza

Un’importante novità riguarda il possibile passaggio di Stefano Bonaccini nella maggioranza fedele a Schlein. Eletto presidente del partito nel 2023 in tandem con l’attuale segretaria, Bonaccini ha mantenuto fino ad oggi una posizione di equilibrio, evitando prese di posizione critiche verso la gestione della leadership. Con il suo supporto ufficiale alla Schlein, che dovrebbe essere formalizzato oggi, il partito segnerebbe il definitivo superamento della dicotomia tra presidenza e segreteria, rafforzando ulteriormente la maggioranza interna.

Ma la tensione è altissima. Tanto che Alessandro Alfieri, sentito da Augusto Minzolini sul Giornale, arriva ad ammettere che “se fuori dal Pd nascesse una forte leadership in un soggetto riformista molti dei miei la seguirebbero”.

L’Assemblea del Pd si terrà proprio in concomitanza con l’evento conclusivo di Atreju, la manifestazione organizzata da Fratelli d’Italia e chiusa dal discorso del premier Giorgia Meloni. Questo scenario evidenzia un duello mediatico tra Elly Schlein e la premier, in particolare dopo il rifiuto della segretaria dem di andare all’evento di FdI nonostante l’invito ufficiale.

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