Esteri

Qual è il vero scandalo delle primarie di Trump e Biden

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Joe Biden e Donald Trump, ieri nel “mini super Tuesday” in programma, hanno messo in cassaforte la Nomination superando nei rispettivi campi il numero di delegati necessario per essere ufficialmente candidati alla Presidenza nelle future Convention estive.

Questo mentre nell’uno e nell’altro schieramento una buona ventina di Stati, dato il calendario di Caucus e Primarie a suo tempo stabilito, non si sono ancora pronunciati.
Fra gli altri, Florida, Ohio, New York e Pennsylvania! Quanti elettori così declassati (non contano sostanzialmente più niente i newyorchesi, per dire!) si recheranno comunque ai seggi?

Certo, differentemente vanno le cose allorché le Nomination sono contrastate (nel 2008, in campo democratico, tra Barack Obama e Hillary Clinton, che nostalgia!) ma capita raramente. Ricordo quando un certo quantitativo di sezioni partitiche statali si ribellarono non volendo cadere nell’anonimato.

Decisero contro il volere degli organismi nazionali di anticipare le consultazioni. Finì male perché i conseguenti risultati non furono presi in considerazione quasi Primarie e Caucus da loro indetti non avessero avuto luogo. Un grosso problema al quale dovrebbe essere data particolare attenzione.

Mauro della Porta Raffo
Presidente onorario della Fondazione Italia USA

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