
Qui al bar non siamo raffinati strateghi politici e, in tutta sincerità, più che le sorti di questo o quel ministro, ci preoccupiamo di problemi forse banali come il caro carburanti, l’imminente stangata sulle bollette e le conseguenze di lungo periodo della guerra e della chiusura di Hormuz, scenario che ieri ha paventato il capo di Bankitalia.
Una cosa, però, alla luce del caso Claudia Conte-Matteo Piantedosi, sentiamo di dirla: la peggior trappola sulla via del governo, in quest’ultimo annetto e mezzo di legislatura, non è tanto la malizia del Colle o la resa dei conti con i magistrati, quanto la tentazione di perdersi in un bicchier d’acqua. Da qualche discorso di esponenti della maggioranza, temiamo che ci sia una predisposizione a cadere nel tranello che anche una certa stampa sta ordendo, concentrandosi su scandali e scandaletti: discutere di rimpasti, poltrone, voto anticipato o scadenze naturali del mandato, o magari investire tempo in estenuanti negoziati sulla legge elettorale. Che ha una sua importanza, per carità: l’altra volta, il campo largo si è presentato diviso; uniti con i pentastellati, i partiti della sinistra sono più che competitivi nei collegi del Sud. D’altronde, la storia dimostra pure che chi prova ad acchitarsi le regole prima di giocare, quasi sempre esce sconfitto.
Il punto è che ai cittadini, di tutte queste questioni molto tecniche o molto palazzinare, non frega nulla. E il loro disinteresse crescerà in proporzione con quelle conseguenze di lungo periodo della guerra, di cui sopra. Ormai persino qui al bar abbiamo capito che la coperta è sempre corta: c’è la spada di Damocle del rapporto deficit/Pil, con uno 0,1% che ancora ci penalizza e che sembra destinato a peggiorare, data la situazione globale. Capiamo. Ma qualcosa, prima del ritorno alle urne, bisognerà inventarsela. Qualche provvedimento incisivo, che permetta di associare il volto di Giorgia Meloni a una legge in cui almeno un pezzo di Paese possa identificarsi: è stato così per il reddito di cittadinanza dei 5 stelle e persino per la quota 100 della Lega. Immigrazione? Tasse? Sicurezza? Qui al bar non siamo statisti, se no anziché a fare caffè staremmo a fare leggi. Al governo, chiediamo solo di muoversi. Ci vorrebbe un Nanni Moretti al contrario: fate qualcosa di destra.
Il Barista, 3 aprile 2026
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).