Commenti all'articolo Quando l’università smise di essere un privilegio
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16 Commenti
Gigi
29 Luglio 2026, 13:08 13:08
Che bello!
Ora l’università sforna diplomi da terza media di cinquant’anni fa…che bello!
Diciamolo una buona volta: non si può avere uovo, gallina e cul caldo!
Vogliamo la scuola di massa dove nessuno rimane escluso? E allora ci teniamo un livello più basso!
Gaetano79
29 Luglio 2026, 12:26 12:26
ARTICOLO POCO ACCURATO. Prima del 1969:
_ il liceo classico dava l’accesso a tutti i corsi di laurea.
_ il liceo scientifico escludeva l’accesso alle facoltà umanistiche e a giurisprudenza.
_ le altre scuole (ist. tecnici e prof.) davano l’accesso solo ad alcuni corsi di laurea.
(Cont.)
barbara 1
28 Luglio 2026, 20:24 20:24
ERRATA CORRIGE: fino all’inizio egli anni ’60 moltissimi ragazzi (bambini) lasciavano la scuola dopo le elementari. E l’unificazione delle scuole medie ha rappresentato un disastro: prima chi non aveva voglia di studiare ma aveva altre capacità, a 14 anni aveva un mestiere in mano, i ragazzi con
Ery
28 Luglio 2026, 18:46 18:46
Tutti professionisti, nessun artigiano. Siamo letteralmente sepolti da psicologi, architetti e avvocati più o meno mediocri e se serve un idraulico o un elettricista è un’impresa trovarne uno.
Ghino di Tacco
28 Luglio 2026, 18:35 18:35
Dalla riforma Misasi del ’68 ad oggi un massacro rappresentato da ben 90 atenei, cattedrali del deserto, stipendifici, laureifici, e in nome del “diritto allo studio per tutti” il livellamento dei titoli accademici grazie al valore legale imperante. Tutti DR con soli tre anni di studio e poi di….
Maurizzzio
28 Luglio 2026, 18:21 18:21
Il paradosso è che l’università adesso è un diplomificio, che sforna a getto continuo “laureati brevi” spesso in materie fantasiose, utili solo a moltiplicare i docenti (citofonare Tomaso) per dare diplomi spesso scollegati dal mondo reale del lavoro, che poi li rimangono (citof. laureato Modena)
Che bello!
Ora l’università sforna diplomi da terza media di cinquant’anni fa…che bello!
Diciamolo una buona volta: non si può avere uovo, gallina e cul caldo!
Vogliamo la scuola di massa dove nessuno rimane escluso? E allora ci teniamo un livello più basso!
ARTICOLO POCO ACCURATO. Prima del 1969:
_ il liceo classico dava l’accesso a tutti i corsi di laurea.
_ il liceo scientifico escludeva l’accesso alle facoltà umanistiche e a giurisprudenza.
_ le altre scuole (ist. tecnici e prof.) davano l’accesso solo ad alcuni corsi di laurea.
(Cont.)
ERRATA CORRIGE: fino all’inizio egli anni ’60 moltissimi ragazzi (bambini) lasciavano la scuola dopo le elementari. E l’unificazione delle scuole medie ha rappresentato un disastro: prima chi non aveva voglia di studiare ma aveva altre capacità, a 14 anni aveva un mestiere in mano, i ragazzi con
Tutti professionisti, nessun artigiano. Siamo letteralmente sepolti da psicologi, architetti e avvocati più o meno mediocri e se serve un idraulico o un elettricista è un’impresa trovarne uno.
Dalla riforma Misasi del ’68 ad oggi un massacro rappresentato da ben 90 atenei, cattedrali del deserto, stipendifici, laureifici, e in nome del “diritto allo studio per tutti” il livellamento dei titoli accademici grazie al valore legale imperante. Tutti DR con soli tre anni di studio e poi di….
Il paradosso è che l’università adesso è un diplomificio, che sforna a getto continuo “laureati brevi” spesso in materie fantasiose, utili solo a moltiplicare i docenti (citofonare Tomaso) per dare diplomi spesso scollegati dal mondo reale del lavoro, che poi li rimangono (citof. laureato Modena)