Quanta ipocrisia sulla scuola per ceti

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Riceviamo e pubblichiamo volentieri questa riflessione ricevuta da un nostro lettore sul caso dell’Istituto Comprensivo di Roma che online presenta le sue singole scuole descrivendo il ceto sociale di chi le frequenta.

Stavo ascoltando la notizia della scuola che ha messo la descrizione sociale del territorio sul sito. Tutti urlano scandalizzati alla “discriminazione”. Ma come si fa?! Non è discriminante, è sicuramente inutile, forse inopportuno, stupido. Ma non discriminante. È discriminante che io non abbia l’attico a New York, che non abbia la Ferrari o la casa in Costa Smeralda? No.

I politici e i commentatori dovrebbero saper usare le parole. Nessuno è discriminato dal censo. In Unione Sovietica potrebbero usare un concetto così. In Italia è un dato di fatto. Le scuole e i servizi pubblici sono accessibili a tutti senza nessuna discriminazione di censo. Prendere atto che a Tor Pignattara non hanno lo stesso censo che ai Parioli è un dato di fatto, non è discriminazione. Scriverlo sul sito di una scuola quindi può essere inutile e stupido ma non discriminatorio. Non può passare questo concetto!

Sai cos’è discriminatorio? Che le scuole del Sud non siano come quelle del Nord, che le scuole non ricevano manutenzione o strumenti didattici: questo è discriminatorio! E questi dementi dei nostri governanti su questo dovrebbero concentrarsi! Sai perché gli Usa sono in grande Paese e noi no?Perché loro hanno ammirazione dove noi abbiamo odio, loro ammirano chi ce l’ha fatta, da noi li odiano. O si cambia questo paradigma o si affonda il Paese.

16 gennaio 2020

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10 Commenti

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  1. @ Raffaele Ferentino Paragone sciocco! Lei parte dal presupposto che la conoscenza e la cultura sia quella data dai libri e di un certo tipo.

    C’è chi sà disegnare una circoferenza pefetta senza mai aver sentito parlare di Giotto, si chiama esperienza sul campo, attività da cui sono nate tutte le discipline che lei trova scritte su carta.

    E dopo aver letto Giotto tutti furono capaci di disegnare una circonferenza perfetta. ahahaha

    E dopo aver recitato l’Iliade Bojo si trasforma in Omero.

    Saluti

    • https://www.focus.it/cultura/storia/iliade-errori-sviste-omero

      Sono andata a cercare qualcosa di riasssuntivo. questo solo per dire che molti dei testi che a scuola ci venivano dati in pasto per cultura , erano paragonabili alle fiction di oggi o a romanzi di scarsa valenza poichè imprecisi ed imperfetti nel riportare correttamente il contesto storico reale, anche scenografico.

      Saluti

  2. Vedo che alcuni hanno condiviso esperienze di vita, pertanto mi sento di farlo anch’io.

    Figlio maggiore: caso vuole che abitassimo a pochissima distanza da una buona scuola media (statale). Viene iscritto in tale buona scuola, poi fa il liceo classico, non proprio quello super, ma quello ancora molto buono, pur sotto di un gradino di quello stratosferico. Indi frequenta l’università, si laurea in legge, supera l’esame di Stato e fa l’avvocato. Molto bene.

    Figlio minore: frequenta pure lui la buona scuola media già fatta dal fratello (di cui gli insegnanti si ricordano), poi fa lo scientifico, il migliore, indi frequenta l’università, si laurea in legge, super l’esame di Stato, decide di NON fare l’avvocato, si trasferisce all’estero per fare un dottorato di ricerca, diventa professore universitario.

    Nessuno ha mosso leve, nessuno ha chiesto raccomandazioni, nessuno ha fatto pressioni su enti, insegnanti, provveditori scolastici, presidi, baroni universitari, ecc. Famiglia di origine normale.

    Di chi è la colpa/merito? Machiavelli affermava che la fortuna vale per la metà, ma l’altra metà? Onestamente, di questo caso che suscita tanto scandalo, alla luce della mia esperienza di vita, e del mio personale percorso scolastico, che non sto a enumerare, non me ne importa un fico secco.

    Se qualcuno vale veramente, troverà di certo la strada per emergere, è la legge della vita.

    • Lei ha quasi ragione , il quasi è perchè non tiene conto che molti , moltissimi nella vita , partono con l’handicap di non essere figli e/o parenti di ” qualcuno ” .

    • Il suo esempio è paragonabile a quello di un nipote di una mia cugina, lauretosi in medicina a settembre ,Nessuna raccomandazione, nessuna pressione ma leve tantissime. Le leve sono essersi potuto consentire di avere alloggio pagato dai genitori, tasse e libri pagati dai genitori, accessori e voluttuari pagati dai genitori , senza le quali in 5 anni non solo non si sarebbe potuto laureare ma nemmeno ambire a 110 e lode ( frutto di una abnegante studio anche notturno).

      Lei comprenderà bene che quella parola “normale” così normale nel senso di quantità di persone che si possono permettere tale tenore di vita, spesa ed investimento non è!

      Il “merito” del nipote di mia cugina è aver studiato come un dannato, ma senza le leve tutto ciò avrebbe ottenuto probabilmente scarso successo o non raggiunegere il traguardo.

      Si chiamano privileggi e questo significa non dare base di partenza potenziale tutti uguale per la sfida sul campo.

      Se poi volessimo sindacare sui meriti dei genitroi di aver raggiuto posizione economico sociale per permettere al figlio tali leve , lungo sarebbe l’elenco di come anche codesti abbero a loro volta leve ma non private ma di un sistema pubblico che all’epoca sosteneva anche i costi di studi fuori sede e non da borse di studio.

      • Lo studio richiede serenità, per essere affrontato con efficacia, chi non ha i mezzi per potersi permettre di stare ore ed ore solo ad occuparsi dello studio, non ha la serenità di base necessaria.

        Alla Deloite di Milano lavora un’altra nipote di cugina uscita con 110 e lode dalla bocconi, stesso discorso, leva economica senza la quale alla <bocconi non accedi e non ti sostieni con i lavoretti part tmie.

        Ma la ragazza in questione con 1500 € a Milano per fare Cv alla Dloite ha bisogno che mamma e papà le paghino la casa, impossibile con 1500 € campare autonomamente per fare esperienza di lavoro nella famosa Deloite.

  3. 60anni fa ( sessanta ) quando fui iscritto alla 1a Media delle Scuole Pubbliche della città in cui sono nato e dove ancora adesso vivo mi ritrovai nella sezione F ( l’ultima ). Non era una classe mista con le ragazze , strano ma eravamo tutti ragazzini figli di una certa classe sociale : muratori , elettricisti , autisti , pescivendoli , commercianti ( bancarelle al mercato ) e qualche altra categoria che dimentico. Nelle sezioni A e B c’erano i figli di Avvocati , Notai , Politici , Professori , Magistrati, Medici . Non erano rari i casi di ” pestaggi ” tra quelli della F con quelli della A e B . Qualcuno della F , con gli studi , ha superato quella barriera creata da qualcuno , ma molti della A e della B hanno trovato la strada spianata e pur essendo dei koglioni hanno fatto nella vita l’Avvocato , il Notaio ed il Politico. Dimenticavo : Massoni i padri , Massoni i figli . Sintesi : c’è sempre stata una selezione nelle scuole , o mi sbaglio e non ho capito l’argomento ?

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