Qui al bar ci sforziamo di raccogliere la provocazione, o l’analisi, che dir si voglia, della sinistra: Giorgia Meloni in politica estera ha fallito, non le è riuscito il progetto di fare da ponte con gli Stati Uniti di Donald Trump e l’Europa, nel momento del bisogno, le sbatte la porta in faccia e non le consente alcun margine di flessibilità. D’accordo. Ma la sinistra, fuori dal Paese, quali assi ha nella manica? Quale rete ha costruito?
A Giuseppe Conte, che qualche tempo fa aveva incontrato in un ristorante a Roma l’inviato del presidente Usa, Paolo Zampolli, ha risposto Elly Schlein, che in Canada ha provato ad accreditarsi con il premier, Mark Carney, e con il mito dei progressisti, l’ex inquilino della Casa Bianca, Barack Obama. Il risultato è stato imbarazzante: due foto che sembravano scattate per caso, in cui la segretaria del Pd è apparsa alla stregua di una fan che chiede un selfie al suo beniamino.
Il principale referente internazionale del Pd, in questo momento, è Pedro Sanchez, il signor Tanto rumore per nulla: il suo governo è appeso ai veti delle forze radicali e, a parte le piazzate contro Israele e le esibizioni muscolari nei confronti del tycoon statunitense, la sua reputazione si fonda sulla bolla green che già gli sta scoppiando in mano (lo Stato sarà presto costretto a erogare generosi finanziamenti, perché le aziende delle rinnovabili non riescono a produrre facendo profitto).
L’altra possibile stampella, Keir Starmer, avrebbe bisogno a sua volta di un gigantesco puntellamento, perché è lì lì per crollare. Insomma, complice il non perfetto stato di salute delle sinistre, il campo largo non ha potenti fiancheggiatori europei (Schlein, in modo surreale, si era messa a festeggiare per la vittoria in Ungheria del conservatore Peter Magyar). E non ha uno zio d’America; d’altronde, Trump sarà pure alle corde in vista del midterm, ma i dem non hanno un leader. Alle Meloni tante cose sono andate male. Questi altri, che sgomitano per fingere di avere amici all’estero, contano come il due di coppe quando la briscola bastoni. Non finirà bene…
Il Barista, 11 maggio 2026
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