Cronaca

Questa non è una “contestazione”

Premetto che considero la libertà di abortire, garantita dalla legge 194, una misura adeguata alla complessa realtà della società moderna e, per questo motivo, non penso affatto che nell’attuale maggioranza di governo vi sia qualcuno che intenda proporre anacronistici ritorni al passato. Pertanto le presunte contestazioni che stanno funestando gli Stati Generali della Natalità, in quel dell’Auditorium della Conciliazione a Roma, rappresentano l’ennesimo pretesto per agitare un po’ le acque, se così vogliamo dire. Un pretesto in linea con quello legato al 25 aprile, che da quando è in carica l’esecutivo Meloni è divenuto una occasione per esprimere un forte dissenso nei riguardi di una immaginaria deriva autoritaria di cui non v’è traccia alcuna nei fatti.

Ora, ho apposto l’aggettivo presunte alle citate contestazioni perché, a mio modesto parere, tali non sono, sebbene soprattutto a sinistra si continui a sostenere il sacrosanto diritto di esprimerle. Tuttavia, tra la violenza verbale con la quale è stato letteralmente impedito al ministro della Famiglia, Eugenia Roccella, di parlare, e quella ancor più rilevante, realizzata il giorno successivo, finalizzata a sfondare il cordone della polizia posto a tutela della stessa manifestazione, e una pacifica contestazione c’è una differenza abissale.

D’altro canto, per chi interpreta il proprio credo politico come un dogma religioso è quasi inevitabile sconfinare in forme di intolleranza che, nei confronti di chi non la pensa come lui, possono dar luogo ad atti di violenza vera e propria. Ne abbiamo avuto una tristissima prova nella lunga e angosciante stagione degli anni di piombo.

Ed oggi come ieri non ci troviamo di fronte a compagni che sbagliano, i quali starebbero semplicemente sostenendo in modo inappropriato una idea giusta. Quando qualcuno ritiene di imporre con la forza il proprio punto di vista la sua idea risulta profondamente sbagliata, qualsiasi essa sia, e chiunque lo faccia si pone automaticamente al di fuori del consesso civile. Così come fu per i terroristi di qualunque colore durante il terrorismo stragista, iniziato con il terribile attentato di piazza Fontana, a Milano, il 12 dicembre del 1969.

Claudio Romiti, 11 maggio 2024

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