Questo cartello farà venire giù il governo

A Roma appare un annuncio contro tutto e tutti: no gay, no stranieri, no abusivi. Firmato: Benito

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cartello no omosessuali

Fermi tutti: casca il governo! Dove non hanno potuto i giudici col caso Almasri, il piano Mattei, la separazione delle carriere, la ANM a sinistra di Salis, ce la fa un cartello sgangherato spennarellato spuntato a Talenti, Roma: e no, non è il remake di quel delizioso filmetto anni 80, Un ragazzo e una ragazza, con Jerry Calà e Marina Suma che cercavano casa nella metropoli imbattendosi nel vecchietto bilioso: “Niente cani! Niente terroristi! Niente bambini! Si no: zip zip zip!”. “E napoletani?”. Qui è tutto vero, galeotto l’annuncio e chi lo scrisse (male): “Ampia stanza, uso esclusivo, solo uomini etero, no omosessuali, no cani, si gatti”. Si no: zip zip zip!

Viene giù tutto! La corte dei diritti del gender ha già chiarito che spetta ai giudici decidere se uno è n’omo, na donna, n’omo, na donna, anche formato fluido, il tribunale ha messo sotto accusa l’intero governo, compresi i sottosegretari, gli addetti, i funzionari e gli uscieri, tranne quelli con tessera del piddì. Meloni corra a riferire in Parlamento. Mica può cavarsela così. La colpa è sua. L’eterno fascismo. Comodo, non dire neanche una parola. Bastarda.

E va beh. Cominciamo col dire che un cartello del genere è comunque stronzo. Perché superfluo come le provocazioni col solo intento di offendere, se uno ha certi pregiudizi – e l’intestatario, certo Benito, effettivamente lascia scorgere antipatici, patetici retaggi virilisti – può benissimo scremare all’atto pratico, senza bisogno di proiezioni becere. Mi spiace, non èpiùdisponibile. Si fa così temo delle caverne, almeno fra primitivi civili. Però anche quel fantomatico massaggiatore gay che ne fa una questione di Stato e si mette a denunciare a destra e a sinistra, ma più che altro destra… E che sarà mai. E che du palle. “Sono allibito, è un maleducato!”. Eh, vabbè, tipo il giornalista Ceretti, già citato, di quell’altro film anni 80, l’allenatore nel pallone: “Abissino e maleducato!”.

Figlio mio, fatti passare l’allibitudine, liquida er sor Benito come un troglodito e passa oltre, no? Ma vai, bisogna per forza fare lo scarmazzo, bisogna starnazzare, buttarla in vacca processuale, già gli avvocati di una associazione paladina partono come uno stormo di Stukas, ah, ce la vedremo davanti al giudice. Perché tutto deve sempre finire in un’aula davanti a uno cui si appalta la legalità, la morale, il buon senso, l’etica, la cotica, e che alla fine lascia puntualmente tutti scontenti? Perché anche questi magistrati, dei quali si può e a volte si deve dire tutto il peggio possibile, però non li puoi sempre sotterrare sotto i tuoi casi, i tuoi cazzi, i tuoi trasalimenti, gli svenimenti, gli allibimenti. E su! Con tutto quello che dicono degli etero, razza in via d’estinzione.

Ma gira troppa gente con troppo tempo vuoto e la testa piena di vibrazioni, e il massaggiatore gay che cerca casa col compagno che però ce l’ha, non se ne dà per inteso. Non se la cava come Jerry Calà con l’ironia di una battuta, “e maschi percepiti?”, lui piglia e si piglia terribilmente sul serio e ve la vedrete con me, con noi, con tutti. Minchiate, minchiate, qualcosa resterà. Una bella candidatura, magari. O almeno un giro di giostra gossippara, che ci vuol poco a perdere la verginità del riserbo, “Francesco, nome di fantasia”. Di che ha paura questo che strepita, denuncia, ma non si palesa? O si sta spillando la fantina del coming out mediatico?

Comunque viene giù tutto, il trauma, il neofascismo, er sor Benito, il patriarcato, il ritorno degli ultraculi (nel senso dei destroidi ipocriti, machi, ma coperti, attivi, passivi e riflessivi), la rava e (soprattutto) la fava, è una vergogna, presidente!, sono allibito. Scusate: ma se il massaggiatore si affidava alla compagna Ilaria, che ci pensava lei a risolvergli il problema occupando la stanza di Ben? A proposito. Il duo impresariale Bonelli&Fratoianni ha fulmineamente denunciato la sora Giorgia. Alla corte dei diritti dell’omo. Per omocausto.

Max Del Papa, 9 agosto 2025

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