Questo Papa faccia pace con Adam Smith

Si spera in un diverso approccio nel rapporto tra la religione cattolica e ciò che Bergoglio demonizzava: il dio denaro

8k 5
Leone XIV

Paolo Mieli, intervenendo su La7 nel talk condotto dal Corrado Formigli, in merito al nuovo Pontefice americano ha sostenuto due cose: sarà un Papa molto diverso da quello che lo ha preceduto e sarà un Papa grandissimo.

Ora, ispirandomi da una vita al celebre motto di San Tommaso, “se non vedo, non credo”, sul “grandissimo” mi permetto di sospendere il giudizio. Tuttavia, che Papa Leone XIV, al secolo Robert Francis Prevost, appaia profondamente diverso da Papa Francesco, alias Jorge Mario Bergoglio, si era già compreso da alcuni non irrilevanti dettagli, a cominciare dall’abbigliamento tradizionale con il quale si è presentato al suo “gregge” osannante riunito in piazza San Pietro. Inoltre, nel leggere con evidente emozione il suo discorso d’investitura, se così così vogliamo definirlo, personalmente ho colto alcune interessanti sfumature rispetto all’orientamento pauperista e anticapitalista che ha caratterizzato l’intero pontificato di Bergoglio.

Tant’è che lo stesso Mieli, in una successiva occasione televisiva, ha definito Prevost il Papa della ricostruzione, sottintendendo che il precedente non aveva lesinato in quanto alla “pars destruens”. D’altro canto che egli sia un americano con chiare origini europee, dunque un figlio dell’Occidente economicamente e socialmente avanzato a tutti gli effetti, rappresenta un biglietto da visita di cui non si può non tener conto.

In particolare mi aspetto un diverso approccio in relazione al rapporto tra la religione cattolica e ciò che Bergoglio demonizzava, definendolo il “dio denaro”, ossia la corsa verso la prosperità dei singoli individui, fedeli ad una religione o meno, che ha consentito alla società umana di raggiungere livelli di benessere senza precedenti nella sua lunga storia. E che questo debba comunque essere coniugato con gli aspetti legati alla carità, alla misericordia e alla cura dei deboli rappresenta comunque un patrimonio che anche i sistemi più laicizzati hanno interiorizzato, dal momento soprattutto in Occidente la politica destina grandi risorse a tale scopo.

Così come tra i compiti fondamentali di un Papa cattolico vi è proprio quello di sollecitare le coscienze degli uomini più facoltosi a non dimenticare i propri doveri di solidarietà rispetto alle persone più svantaggiate.

Ma proprio per consentire, tanto agli Stati che ai singoli buoni samaritani, di assistere i bisognosi è necessario seguire quel grande insegnamento, che molto poco piace a quella sinistra che aveva subito arruolato d’ufficio Bergoglio, di Adam Smith, padre del liberalismo economico. Insegnamento scolpito in una memorabile frase nella “Ricchezza delle Nazioni”: “Non è certo dalla benevolenza del macellaio, del birraio o del fornaio che ci aspettiamo il nostro pranzo, ma dal fatto che essi hanno cura del proprio interesse.” Un principio fondamentale per raggiungere il benessere collettivo, compreso quello della bimillenaria Chiesa cattolica, che sembra difficile che un americano pragmatico come Prevost abbia completamente cancellato dal proprio dna culturale.

Claudio Romiti, 12 maggio 2025

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Seguici sui nostri canali
Exit mobile version