Società

Questo spot con una donna? Avrebbe scatenato un putiferio

Brat Pitt è il volto della campagna pubblicitaria. Ma se avessero messo una bella ragazza...

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Mai vista una pubblicità più funerea per il piacere di fare soldi. C’è questo Brad Pitt, questa star di Hollywood, che di nero vestito entra in una camera nera e non dice una parola. Ammicca, perché è un sex symbol. Mezzo minuto così, fin che una voce lugubre ti chiede che ti aspetti. Perfetto! Come a dire: basta chiacchiere, conta la ricchezza. Pitt fa bene ad ammiccare, altri milioni che gli piovono in tasca senza fare letteralmente niente, ma è il mercato, bellezza, poi per bilanciarsi la coscienza viene sempre buona qualche campagna umanitaria. Anche la banca fa bene, ha un nome evanescente, pare il titolo di un disco di Dalla e De Gregori, “Trade Republic” e ha scoperto l’acqua calda della sempiterna regola del mercato, guadagnare di più spendendo il meno possibile, anche se suona meglio dire massimizzare i profitti minizzando i costi. Insomma spenna il pollo, che è contento di farsi spennare!

Trade Republic non inventa niente nel suo essere impalpabile, senza sportelli, senza esseri umani senza sedi, è una banca nuvola, non c’è ma è dappertutto, lo fanno già le assicurazioni on line e lo fanno gli istituti creditizi che le gestiscono, si chiamano “servizi” anche se non è chiaro per chi. Servizi sarebbe che il cliente è anche addetto, fa il lavoro del personale però è tutto contento perché glielo ho dice Brad Pitt che ammicca, così, risparmiando risparmiando, la banca che non c’è può prometterti un esagerato 3 percento sul conto. Come le altre, né più né meno, ma qui funziona la leggenda dei costi minori, che poi non saranno mai tali perché uno dei talenti dell’intelligenza artificiale, delle strutture digitali, è inventarsi balzelli nuovi con le scuse più assurde. Ma se oggi si può ancora dire domani non si potrà più perché la banca che non vedi ma è ovunque, come Nostro Signore, investe molto e solo in comunicazione, che sarebbe la cara vecchia pubblicità e la comunicazione non è solo il regno delle bugie ma anche delle censure. Difatti sono già tutti lì a magnificare il gioco delle tre carte: “Cosa offre la tua banca?”.

Lo stesso delle altre, soldi per chi ne ha già, spese per i poveracci, impicci e disservizi tecnologici per tutti, però senza Pitt che ammicca. Messaggio vagamente sessista, che nessuno contesta anzi dicono, dice la comunicazione come investimento, che è geniale. Geniale uno che ammicca senza aprire bocca, in una stanza che ricorda quella degli interrogatori o delle torture, un affare un po’ da mafiosi o da integralisti col senso di colpa, non però al punto da rinunciare allo sterco del diavolo?

Sì, lo sappiamo, va così e se va così è segno che deve andare così. O del trionfo della finanza impalpabile avvolta nella tecnica evanscente ma ferrea del controllo e dei miraggi. Ma poi perché solo il maschio Pitt a consigliare la banca che ti fa lavorare per lei, che confonde i tuoi ruoli di cliente e di impiegato? Forse perché ci si vergognava a proporre una donna per una faccenda che elimina completamente l’umano, il suo lavoro, la sua possibilità di esistere? La pubblicità del divo di Hollywood per la banca che non c’è ma c’è riposa su un paradosso: se nessuno lavora nessuno mangia, nessuno guadagna abbastanza da investire in banca. Allora meglio un Pitt che una Jolie. Così nessuno si sogna di strillare al linguaggio del corpo, l’uso del corpo, il sessismo, lo sfruttamento. Meno di tutti la sinistra paranoica che vede patriarcato dappertutto, tranne dove sta o lo si potrebbe eventualmente scorgere.

A dire della eterna profonda ipocrisia del pensiero parificatore che non distingue tra sessi, generi, che premia la autopercezione e organizza i pride affaristici con la propaganda per stravolgere i bambini. Sì, sono cadute tutte le cautele, tutti i ritegni, assistiamo ad autentiche istigazioni al peggio del peggio, zitta anche la Chiesa, però il tabù del denaro è ancora forte e non conviene sfidarlo spendendoci il corpo di una femmina, reale o immaginaria che sia. Il soldo, il profitto resta qualcosa di sconveniente anche oggi, il papa a capo dello Ior invita a vergognarsene, dietro i suoi appelli a rispettare i migranti, ad assorbirli tutti senza riserve sta il messaggio subliminale, ammiccante, sapete come la penso e sapete come dovrete votare voi italiani, fra un anno o quando sarà.

Ma forse il senso ultimo della comunicazione delle banca eterea, ubiqua va perfino oltre, rifluisce in un maschilismo implicito: una donna che ti consiglia una banca non sarebbe affidabile, verrebbe percepita come frivola, azzardata, meglio l’uomo maschio in chiodo di pelle, nero, da motociclista, che non ha bisogno di sprecare parole, che ti indirizza solo ammiccando. Di lui ti puoi fidare! Gli hanno tinto di scuro pure i capelli, pare lui il bancario. Invece sei tu, bancario di te stesso, tu che perdi tempo e paghi per essere la banca che non c’è ma si è inventata una comunicazione da draghi, minuscolo, se vi pare, ma è sempre il gioco delle tre carte.

Max Del Papa, 22 giugno 2026

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