Esteri

Rahmanullah Lakanwal, l’afghano attentatore: dalla CIA alla fuga, chi è

I sospetti ricadono su un uomo che a Kabul aveva collaborato con le forze americane. Accolto negli Usa, ha ottenuto il visto ad aprile. Ora Trump accusa Biden

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Mercoledì 26 novembre, due soldati della Guardia Nazionale sono stati gravemente feriti in una sparatoria a Washington. L’attacco è avvenuto vicino alla Casa Bianca, all’angolo tra la 17esima Strada e la prima. La polizia ha descritto l’episodio come un’imboscata mirata avvenuta intorno alle 14:15. I due militari colpiti facevano parte di una pattuglia ad alta visibilità della Guardia Nazionale del West Virginia.

L’identità del sospettato

L’autore dell’attacco è stato identificato come Rahmanullah Lakanwal, un cittadino afghano di 29 anni. L’uomo viveva nello Stato di Washington, sulla costa occidentale degli Stati Uniti. Le autorità ritengono che abbia agito da solo. Anche Lakanwal è rimasto ferito durante lo scontro a fuoco ed è stato arrestato. L’FBI sta trattando l’episodio come un atto di terrorismo.

Lakanwal era arrivato negli Stati Uniti nel settembre 2021 attraverso l’Operation Allies Welcome. Questo programma dell’amministrazione Biden era stato creato per accogliere afghani che avevano collaborato con le forze americane durante la guerra. L’8 settembre 2021 era stato trasferito all’aeroporto di Washington Dulles. Aveva prestato servizio nell’esercito afghano per oltre un decennio, combattendo a fianco delle forze speciali statunitensi contro i talebani a Kandahar.

Il giovane afghano aveva presentato domanda di asilo nel dicembre 2024. La sua richiesta era stata approvata il 23 aprile di quest’anno. Non risultava avere precedenti penali. Dopo l’attentato, il governo statunitense ha sospeso temporaneamente l’esame delle domande di visto e asilo da parte di cittadini afghani. L’agenzia per i Servizi di Cittadinanza e l’Immigrazione ha bloccato con effetto immediato tutte le richieste in attesa di una revisione dei protocolli di sicurezza.

Le reazioni politiche

Il presidente Donald Trump ha definito la sparatoria “un atto malvagio, un atto di odio e un atto di terrore”. In un messaggio video ha dichiarato: “Ora riesamineremo ogni singolo straniero che è entrato nella nostra nazione dall’Afghanistan sotto la presidenza Biden”. Trump ha annunciato l’invio di 500 soldati aggiuntivi della Guardia Nazionale a Washington. Questi si aggiungeranno ai circa 2.200 già presenti in città.

L’aggressione è avvenuta vicino a Farragut Square, una zona turistica affollata con uffici e ristoranti. Un testimone, Mike Ryan di 55 anni, ha raccontato di aver sentito due spari, poi silenzio e altri spari. Ha visto due soldati a terra mentre altre truppe immobilizzavano il sospettato. Un’altra testimone ha descritto un soldato portato via su una barella con la testa coperta di sangue pochi minuti dopo la sparatoria.

I soldati della Guardia Nazionale si trovano a Washington dall’agosto scorso per volere di Trump. Pattugliano fermate della metropolitana e aree turistiche come quella dell’attacco. Collaborano alle operazioni per l’identificazione e l’espulsione degli immigrati senza documenti. Il vicepresidente JD Vance ha commentato che la sparatoria dimostra la necessità di “raddoppiare gli sforzi per espellere le persone che non hanno il diritto di stare nel nostro Paese”.

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