Ci sono una serie di dettagli molto interessanti che girano intorno a questa vicenda dell’autority per la privacy che commina una multa di 150 mila euro a Report di Sigfrido Ranucci.
Intanto vi segnalo che la multa non è stata inflitta al signor Ranucci, il quale non verderà un euro di quei 150 mila euro, ma al programma: quindi a pagare 150 mila euro sarà la Rai, dunque tutti i contribuenti italiani.
Secondo: ma cosa hanno fatto Ranucci e Report ? Hanno pubblicato una telefonata privata tra Gennaro Sangiuliano e sua moglie in cui l’ex ministro confessava alla moglie il tradimento. Allora voi mi dovete dire se nella civiltà del grande giornalismo d’inchiesta di questa ceppa del caz*** può essere una notizia rilevante (e soprattutto è una notizia da pubblicare) quella di un tradimento tra marito e moglie. Anche perché la telefonata era stata “catturata” dalla Boccia.
Il disgusto per tutto questo basso impero romano ve lo lascio perdere. Ma il punto fondamentale è che in questo caso non c’è un’intercettazione, non c’è un’ordinanza, non c’è un giudice, è semplicemente una cosa vergognosa che come minimo viola la privacy. Noi stiamo attenti alla privacy, in ogni istante dobbiamo firmare quelle maledette caselle, ogni contratto c’è sempre queste inutili paginate di privacy e poi questi pubblicano in tv una conversazione tra marito e moglie?
Ragazzi ma di che caz*** stiamo parlando? Facciamolo pure. Primo non spacciamolo per grande giornalismo d’inchiesta, secondo se ti becchi la multa pagala. Fine.
dalla Zuppa di Porro del 27 ottobre
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